«Irricevibile». La presidente del consiglio regionale Donatella Porzi risponde così al capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati a proposito di un’interrogazione sul caso Legacoop-Marini. La risposta è contenuta in una comunicazione inviata nei giorni scorsi a Liberati in cui si spiega che l’interrogazione è irricevibile a perché in contrasto con il regolamento interno dell’assemblea. In particolare, stando al parere fornito dagli uffici di palazzo Cesaroni (chiesto in aula nei giorni scorsi da Porzi che così ha posticipato la discussione dell’interrogazione che era all’ordine del giorno) e allegato alla comunicazione, l’irricevibilità è data dalla «insussistenza di competenze e poteri della Giunta regionale e del suo Presidente in relazione al quesito formulato». «Dovrebbe escludersi – scrivono infatti gli uffici – l’ammissibilità di quesiti che si riferiscono a fatti, atti, attività estranei alla competenza amministrativa e all’azione politica dell’esecutivo».
LA RISPOSTA DEGLI UFFICI E L’INTERROGAZIONE
LA COMUNICAZIONE DI PORZI
Una porcata Porzi poi sottolinea che «questa presidenza unitamente all’Ufficio di presidenza, intende sempre e comunque garantire i diritti e le prerogative delle minoranze nell’Assemblea legislativa, ma tale funzione di garanzia non può che essere esercitata nel rispetto del Regolamento interno e delle disposizioni legislative e costituzionali ad esso sovraordinate». Per Liberati si tratta dell’«ennesima porcata istituzionale» e di un parere «ad usum Delphini, sei pagine pressoché equivalenti alla famigerata supercazzola prematurata». «Risponderemo per le rime e a stretto giro – assicura Liberati -: siamo pronti a un raffinato ricorso al Tar, fino al Consiglio di Stato. Difenderemo concretamente le nostre prerogative» dice il capogruppo che parla di uno «sfinito regimetto umbro». Attraverso l’interrogazione Liberati chiedeva di sapere se la presidente Marini «intenda o meno rinunciare alla sua posizione in Legacoop, visto pure il rischio di uno scivoloso conflitto di interessi, e/o al vitalizio».
L’interrogazione Nel documento il Movimento 5 Stelle sostiene che la presidente «sarebbe stata assunta in Legacoop Umbria il 13 giugno 2007, fortunatamente pochissimi giorni dopo aver lasciato il Comune di Todi». Il capogruppo pentastellato scrive poi che «si ignora il modo in cui costei fu reclutata, nonché il motivo per il quale fu assunta subito in posizione direttiva»; in più «si ignora per quanto tempo vi abbia poi effettivamente lavorato, visto che è in aspettativa da anni (Parlamento europeo e Regione Umbria)». Stando ai numeri forniti dal M5S la presidente può godere di uno stipendio figurativo da 5.179 euro al mese, «denari – dice Liberati – che non percepisce, essendo in aspettativa, ma che rappresentano la base di calcolo della pensione Inps». Da ultimo il consigliere ricorda che «grazie alla legislatura passata, ha già maturato il vitalizio ‘Regione Umbria’ da incassare a 60-65 anni».
