Vinti, Mattioli e Gambacorta (foto U24)

di Daniele Bovi

Un «cambiamento radicale» da portare avanti con un progetto politico aperto a tutti; quanto a eventuali primarie, si vedrà. Martedì nella sala Pagliacci della Provincia di Perugia la Sinistra per Perugia ha messo sul tavolo alcune proposte in vista del prossimo anno, quando la città sarà chiamata a scegliere il nuovo sindaco. A parlarne l’ex assessore regionale Stefano Vinti, Giuseppe Mattioli e Attilio Gambacorta. «Questa ormai – ha detto l’ex segretario del Prc – è una città senza governo e senza opposizione, serve un cambio radicale per farle riconquistare un ruolo e la sua peculiarità». Vinti ne parla come di un «capoluogo in declino, che non indica più alle altre città le strade da percorrere su sviluppo, lavoro, progresso e diritti».

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Cambiamento radicale Il progetto della Sinistra, che ovviamente non punta a corse in solitaria, è aperto soprattutto a quelli che ritengono che «gli attuali partiti abbiano esaurito la propria, positiva, spinta propulsiva; ora devono dare forza a un arcipelago di relazioni di sostenersi». La Sinistra dunque guarda a quel vasto mondo fatto di comitati, associazioni, cittadini e non solo: «Noi – dicono – siamo a disposizione di tutti». Traffico, viabilità, lavoro, diritti, cultura e università sono tra i temi che Vinti e soci mettono sul tavolo in un quadro che, in vista del voto, comincia a delinearsi. I giochi veri, di fatto, inizieranno dopo l’estate ed entreranno nel vivo in autunno. In campo intanto c’è Anima civica, la nuova creatura che tornerà a riunirsi mercoledì per discutere intorno alla Perugia del futuro.

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Il fermento In campo pure l’ex assessore della giunta Boccali Andrea Cernicchi, che da tempo tesse la tela e che ha lanciato l’idea di primarie «di città» alle quali, ovviamente, punta a partecipare. Insomma, il fermento si comincia a vedere e pure le ipotesi più varie, come quella firmata dallo storico Alessandro Campi sulle colonne del Messaggero Umbria: «E se fosse Romizi – ha scritto – il candidato del centrosinistra?», così da mettere da una parte l’arrembante Lega? «A noi – dice Vinti – operazioni camaleontiche non interessano. Quanto alle primarie dobbiamo capire prima cosa fare, qual è il progetto. A chi parla Cernicchi?».

I tre motori Da parte sua Gambacorta ha posto l’accento sulla necessità di «mettere in rete la città intera», mentre Mattioli sull’importanza dei «tre motori cittadini, ovvero università, fabbrica della Nestlé-Perugina e centro storico. Noi – dice – vogliamo risanamento di vie e quartieri, un diverso uso dei beni comuni, l’abbattimento delle liste d’attesa che dovrebbe essere la priorità del sindaco, la rivitalizzazione del centro grazie alla cultura e non solo». Anche qui, però, «no ad alleanze cervellotiche o a schemi e meccanismi di quattro anni fa. Ripartiamo dagli errori fatti e dall’esperienza accumulata, tenendo a mente che l’accordo lo troveremo su cosa vogliamo fare». Siamo ai primi metri ma, di fatto, la corsa al 2019 è partita.

Twitter @DanieleBovi

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