
di Iv. Por.
Le lacrime e sangue sono solo rimandate all’anno prossimo, se non si allenterà il cappio del governo sui conti. Per il 2011 la Giunta regionale è riuscita a tirare la coperta facendo leva soprattutto sulla riallocazione dei fondi europei, ma è l’ultima volta. E’ questo il sunto del Bilancio 2011 uscito da una sofferta riunione di giunta, giovedì sera.
Tasse e imprese Le decisioni principali riguardano per i contribuenti l’invarianza dei tributi regionali, e l’senzione dal pagamento dei canoni annui di concessione sui passi carrabili. Per le imprese la riduzione dell’Irap per chi assume, un fondo finalizzato al “microcredito” per i soggetti “non bancabili” (giovani, disoccupati, svantaggiati) e regimi di aiuto nella prospettiva di “fondi rotativi” per le imprese a fini d’innovazione tecnologica, investimento e sviluppo.
Stretta e tagli alle spese Ci sarà poi una stretta sull’accertamento e riscossione delle entrate, razionalizzazione delle spese. E ancora: tagli alle indennità dei consiglieri, alle spese per studi e consulenze, per le pubbliche relazioni, convegni, pubblicità e rappresentanza, per missioni, per l’acquisto e la manutenzione delle autovetture.
Sostegno ai lavoratori Inoltre è stata prorogata al 31 dicembre 2013 dei benefici a sostegno dei lavoratori che abbiano perduto il posto di lavoro o beneficiari di ammortizzatori sociali (posticipo delle rate di mutui stipulati per l’acquisto e la ristrutturazione dell’abitazione principale); e il sostegno ai lavoratori interessati da crisi aziendali o occupazionali, che non abbiano percepito lo stipendio dal 1 gennaio 2011.
Coperta corta «La coperta si è ristretta – ha commentato l’assessore al bilancio Franco Tomassoni -, e non ci è rimasto che fare, nel miglior modo possibile, quanto si fa nelle famiglie in tempi di crisi economica e di minori entrate: tagliare, razionalizzare, redistribuire, cercando di non compromettere troppo il livello di vita e aspettando tempi migliori. Ritengo che – ha sottolineato Tomassoni, proseguendo nella metafora – la Regione si sia comportata come un buon padre di famiglia, mettendo a punto una manovra di bilancio, attenta all’equilibrio complessivo del sistema (l’Umbria continua ad avere un ottimo ‘rating’ da parte di ‘Moody’s’ e ‘Standard&Poor’s’, a dimostrazione della propria solidità finanziaria e patrimoniale) ed al livello dei servizi a favore della comunità».
Di necessità virtù «Abbiamo fatto di necessità virtù, limitando al massimo l’impatto dei tagli, che pure c’è, e si fa sentire. L’obiettivo principale – ha spiegato l’assessore – è stato quello di una riqualificazione della spesa, che, utilizzando al meglio le risorse e senza incidere sui contribuenti, con una pressione fiscale inalterata e un basso costo dell’indebitamento, è stata indirizzata sul sociale, a tutela delle fasce deboli della popolazione, al trasporto e alla mobilità regionale, alle famiglie e alle imprese, per attutire gli effetti della crisi economica, al turismo e alla cultura, considerata come risorsa produttiva (in evidente controtendenza rispetto alla manovra governativa dei tagli al settore della cultura) e alle riforme endoregionali, tese a semplificare gli adempimenti amministrativi e burocratici».
E’ l’ultima volta «Una cosa va detta a chiare lettere – ha aggiunto Tomassoni –: proprio perché non c’era ‘grasso’ da tagliare, lo sforzo fatto per il 2011 non sarà replicabile negli anni prossimi, e questo significa che, se permane la stretta finanziaria del Governo, i bilanci a partire dal 2012 saranno sicuramente ben più dolorosi». In coerenza con il Documento annuale di programmazione, la manovra di bilancio 2011-2013 della Regione è stata ispirata ad una serie di indirizzi generali, riassumibili dalla setssa Regione nell’invarianza dei tributi regionali, in un’azione sull’“Irap” finalizzata ad alleggerire il carico fiscale a favore di imprese che incrementano i livelli occupazionali, in una più efficiente allocazione delle risorse. E poi: tutela della coesione e qualità sociale, maggiore efficienza nell’accertamento e riscossione delle entrate, ottimizzazione delle entrate patrimoniali e miglior valorizzazione del patrimonio, razionalizzazione delle spese di funzionamento e sanità in equilibrio.
Riorientamento Limitatamente all’esercizio 2011 – si sottolinea –, la Regione è riuscita a “tamponare” gli effetti dei tagli del Governo “riorientando” le previsioni di spesa, così da concentrare le risorse verso interventi altamente qualificanti e in grado di sviluppare sinergie. Stanziamenti di bilancio sono stati “riallocati”, liberando risorse all’insegna di una maggiore flessibilità. E, nella prosecuzione dell’opera di razionalizzazione e contenimento della spesa, si è cercato di sfruttare al meglio la disponibilità di “risorse straordinarie” (come quelle relative ai programmi comunitari) nel quadro delle risorse “ordinarie” dei vari settori d’intervento.
Continuità delle risorse La manovra di bilancio regionale sottolinea una sostanziale “continuità di risorse”, raggiunta grazie agli aggiustamenti, ai tagli e alle “riallocazioni”, per le politiche sociali regionali e i servizi educativi all’infanzia, il finanziamento del “fondo sostegno affitti”, l’attività promozionale turistica, spettacolo, cultura, sport e tempo libero, il trasporto pubblico e i sistemi di mobilità, gli interventi straordinari per il patrimonio sanitario regionale e la salvaguardia ambientale, il diritto allo studio, l’istruzione e le borse di studio, la riforma del testo unico per l’artigianato, lo sviluppo del programma abitativo per gli studenti universitari, la salvaguardia del territorio, ambiente e rifiuti, gli interventi per la sicurezza stradale e le riforme endoregionali.
