di Iv. Por.

La politica umbra non crede nei giovani e i giovani non credono alla politica. E’ una diffidenza reciproca quella che emerge dal rapporto “La sfida della partecipazione giovanile”, stilato dall’Agenzia Umbria Ricerche e presentato mercoledì a Perugia alla Sala dei Notari. Sono solo 3 su 92 i sindaci umbri con meno di 35 anni, 336 su oltre 1.600 eletti. E non sorprende allora che un quarto degli under 35 dichiari di non aver mai parlato di politica, solo il 10% ne discute abitualmente, il 9% partecipa alle manifestazioni. Più che nella media nazionale, ma comunque pochi a fronte dei continui appelli al ricambio della classe dirigente.

Motore dell’innovazione «I giovani, in questa era digitale, rappresentano il principale motore dell’innovazione e la loro partecipazione è essenziale se si vogliono costruire società più democratiche, più solidali e più prospere»,o ha detto Riccardo Grassi, coordinatore scientifico del “team” che ha realizzato il rapporto. Nel corso del convegno, cui sono intervenuti rappresentanti della realtà associativa umbra, sono stati ascoltati suggerimenti ed esigenze espressi dagli studenti dell’Istituto statale d’arte “B. Di Betto”, del Liceo scientifico “G. Alessi” e del Liceo classico “A. Mariotti” di Perugia.

Modello informale e senza leader «Dal rapporto – ha sottolineato la vicepresidente della Giunta regionale Carla Casciari – emerge un nuovo modello associativo e di partecipazione, basato sulla creazione di gruppi informali attorno a un progetto, piuttosto che ad appartenenze ideologiche, in cui si vuol essere gli attori principali sulla scena, senza leader». «Alle giovani generazioni – ha ribadito il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali – chiediamo un maggior protagonismo e che agiscano da stimolo nei confronti delle istituzioni, cui spetta di garantire loro spazi e strumenti affinché si sentano cittadini».

Dalla fede alla scelta «Rispetto alle precedenti generazioni – ha detto ancora Riccardo Grassi – si è passati dalla partecipazione per appartenenza a quella per scelta: è uno strumento attraverso il quale si cercano risposte alla quotidianità, non un ‘atto di fede’. Alle forme tradizionali di associazionismo e partecipazione, in cui grande rilievo occupa il servizio civile volontario, si aggiungono nuove forma quali donazioni, il consumo consapevole, nuovi movimenti sociali». Quali prospettive si aprono per il futuro? «Per le generazioni digitali, intanto, il futuro è presente adesso perché i giovani sono i cittadini ‘dell’oggi’ e lo dimostrano attraverso nuovi tentativi di vivere la socialità, modelli di convivenza, la definizione di cosa sia il bene comune. Compito degli adulti e degli educatori – ha concluso – è quello di lasciare spazio alla sperimentazione, abituando i giovani alla responsabilizzazione».

I DATI

Giovani e partecipazione In Umbria, come in Italia, si registrano bassi livelli di coinvolgimento dei ragazzi nelle diverse realtà associative: percentuali molto alte di non adesione ottengono i gruppi di volontariato sociale (più dell’80%), i gruppi o le associazioni culturali (più dell’80%), le consulte studentesche (più del 70%), i gruppi musicali (più del 75%). Si abbassano, invece, le percentuali di non adesione/partecipazione per i gruppi parrocchiali o religiosi e per quelli che organizzano manifestazioni a carattere locale.

Piace lo sport Anche a livello regionale l’ambito che ottiene la più alta adesione è quello sportivo: la percentuale di studenti coinvolti in gruppi o società sportive raggiunge oltre il 30% per le scuole superiori, e il 20% per le scuole di formazione professionale. Sono soprattutto i maschi ad aderirvi, mentre prevale la presenza femminile nelle associazioni di volontariato sociale, culturali e religiose. Il genere non influisce, invece, sull’adesione alle organizzazioni studentesche o ai gruppi che organizzano eventi  locali. Chi proviene da famiglie a capitale culturale medio-alto partecipa di più (o ha partecipato in passato) dei coetanei, sia alle associazioni a carattere culturale, che alle organizzazioni studentesche, ai gruppi sportivi o musicali e alle associazioni di volontariato.

Poco volontariato In Umbria i livelli di partecipazione dei giovani fino ai 34 anni si attestano sugli stessi livelli registrati a livello nazionale: circa il 10% dei ragazzi è coinvolto in attività di volontariato, circa il 10% è legato ad associazioni ricreative e culturali e quasi il 4% svolge attività per associazioni non di volontariato; bassa l’adesione alle associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace (2,3%) ed ancora più bassa l’adesione ai sindacati (0,8%). Se a livello nazionale i giovani fino ai 34 anni mostravano una propensione associativa molto simile a quella degli adulti delle classi centrali (35-64), in Umbria sia per il volontariato che per le associazioni di tipo ricreativo e culturale la partecipazione degli under 34 risulta superiore. In particolare, sono soprattutto le attività svolte presso le associazioni di volontariato a far registrare il gap più alto: 3,1 punti percentuali rispetto agli adulti e 6,1 rispetto agli ultra-sessantacinquenni. Simile, invece, tra adulti e giovani l’adesione alle associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace e alle altre associazioni non di volontariato.

Partecipazione politica Più d’un quarto dei cittadini umbri compresi tra i 14 e i 34 anni dichiara di non aver mai parlato di politica. Una percentuale elevata in termini assoluti, ma che risulta comunque inferiore sia alla media regionale che a quella nazionale, dove una proporzione molto maggiore di cittadini under 35 afferma di disinteressarsi totalmente alla politica (il 37% nella fascia tra 14 e 24 anni). Si fermano al 33% i giovani umbri che dichiarano di occuparsi soltanto qualche volta a settimana di politica, mentre, nella stessa fascia d’età, l’incidenza di chi dibatte quotidianamente di questioni politiche supera di poco il 10%, attestandosi sotto alla media regionale e nazionale. Si interessa solo incidentalmente di politica (qualche volta al mese o qualche volta l’anno) circa il 29% dei giovani intervistati.

Più interesse che nel resto d’Italia La proporzione degli umbri under 35 che dichiara di discutere quotidianamente di temi politici supera, seppure di poco, il valore espresso dai giovani italiani. Ciò significa che, in Umbria, rispetto alle indicazioni nazionali, sono meno numerosi i giovani che non discutono mai di politica e un po’ di più coloro che ne discutono con frequenza quotidiana.

Niente manifestazioni Il 9% degli under 35 ha partecipato a un corteo negli ultimi dodici mesi (elaborazione dati Istat 2007), mentre a livello nazionale è il 6,6. Più propensi alle manifestazioni sono i 14-24enni, rispetto ai 25-34enni che risultano più interessati a dibattiti e comizi. Irrilevante la percentuale di under 35 che svolge attività gratuita all’interno di un partito politico, mentre sono il 2,5% coloro che finanziano economicamente un partito. Analoga situazione, in coerenza con il quadro nazionale, per ciò che riguarda l’impegno all’interno delle organizzazioni sindacali.

Piace la sinistra come ai grandi Per quanto riguarda il voto giovanile nelle politiche del 2008, uno studio dei flussi elettorali, svolto dal Dipartimento di Economia, Finanza e Statistica dell’Università di Perugia, in collaborazione con l’Agenzia Umbria Ricerche, evidenzia rispetto ai 51 mila giovani di età compresa tra i 18 e i 25anni, elettori della Camera dei Deputati: un orientamento verso il Pd-Idv sostanzialmente identico a quello espresso dall’elettorato umbro complessivamente inteso (48% dei voti a fronte di un complessivo 47,4%);  un sostegno al Pdl-Lega superiore alla media regionale (40% contro il 36% dell’intero elettorato); nell’ambito delle altre liste, un maggiore consenso espresso verso quelle di destra, piuttosto che verso quelle di sinistra e di centro.

Eletti under 35 nei Comuni umbri I cittadini under 35 eletti nei comuni della regione sono 336, di cui 233 nelle amministrazioni municipali della provincia di Perugia e 103 a quelle della provincia di Terni. Prevalgono i maschi, 253 mentre le donne sono 83. L’età media degli eletti under 35 è di trentuno anni. Oltre l’82% ricopre il ruolo di consigliere comunale, poco più del 13% siede tra i banchi della giunta (di cui si conta un solo vicesindaco), mentre sono soltanto tre i sindaci under 35 eletti direttamente dai cittadini all’interno dei confini umbri. Quanto all’identità di genere, tanto gli assessori che i consiglieri sono per oltre tre quarti di sesso maschile, in percentuali simili sia nella provincia di Perugia sia in quella di Terni. «Appare evidente – si sottolinea nel Rapporto – come la relazione tra bassa età anagrafica (alla quale si accompagna, nella maggior parte dei casi, scarsa esperienza politica) e marginalità istituzionale dei giovani eletti nelle amministrazioni comunali sia perfettamente rispettata anche in Umbria, così come riscontrato in altre regioni italiane. In attesa di una loro maturazione politica, anche in Umbria, emerge la tendenza a marginalizzare i rappresentanti meno esperti che, nella maggior parte dei casi, finiscono con l’esercitare la funzione di semplici consiglieri o meri testimoni del potere esecutivo».

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