L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di D.B.

Dalle norme sull’elezione del candidato presidente perdente al doppio turno, dalla richiesta di un sistema proporzionale puro all’introduzione di una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza, dalla doppia preferenza di genere all’incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere. In consiglio regionale nel primo giorno della maratona sulla nuova legge elettorale sono ben 59 gli emendamenti planati sul tavolo della presidenza, senza contare altri possibili sub-emendamenti che potranno essere depositati. I lavori riprenderanno martedì mattina alle 10 per l’approvazione definitiva e alla fine della prima giornata, dedicata al dibattito, la sensazione è che tolto qualche singolo emendamento che potrebbe ricevere un via libera bipartisan, la nuova legge potrebbe essere votata solo da Pd e Psi, ossia da 16 consiglieri su 30; il minimo sindacale. Tutto ciò a meno che la notte non porti consiglio e con esso un accordo più largo.

COSA PREVEDE LA LEGGE 

Il dibattito Il lunedì mattina è iniziato con la protesta del Comitato per la democrazia in Umbria di fronte al consiglio regionale; Comitato che poi in una conferenza stampa ha reso note alcune simulazioni e i dubbi sul testo dell’ufficio legislativo di palazzo Cesaroni. In aula invece il via è stato dato dalla relazione di maggioranza, tenuta da Andrea Smacchi (Pd) e da quella di minoranza fatta da Damiano Stufara (Prc). Il primo si è limitato ad illustrare le novità che verranno introdotte mentre il secondo le ha criticate in profondità: «Questa – ha detto Stufara – è una proposta segnata da un atto di arroganza politica che l’Umbria rischia di pagare caro. La dice lunga il fatto che sia io a dover presentare la relazione di minoranza, come effetto di una forzatura praticata sulle regole del gioco. Regole che dovrebbero essere costruite insieme da maggioranza e minoranza. La proposta oggi in discussione rischia di essere inoltre esposta a censure».

LE SIMULAZIONI: COL 25% SI POSSONO PRENDERE 12 SEGGI

Le critiche «Arroganza» e «autarchia» sono i concetti che usa poi Alfredo De Sio (FdI): Il Pd – ha aggiunto – sta cercando di costruirsi una vittoria facile, mirando a raggiungere, con il minimo sforzo, il massimo dell’obiettivo. L’auspicio è che la maggioranza dimostri in quest’Aula maggiore senso di responsabilità, prevedendo, sotto una certa soglia da definire, il doppio turno». Bordate arrivano anche da Massimo Mantovani, che parla di una proposta «antidemocratica e incostituzionale. La paura del doppio turno, da parte del Pd è legata a quanto accaduto alle amministrative a Perugia». Sandra Monacelli si appella al Pd,  affinché rifletta «sull’approvazione di questa legge che è la negazione di quanto affermato per tanto tempo». «Ci stiamo infilando – ha aggiunto poi Paolo Brutti, Idv – in un vicolo cieco. Auspico uno scongelamento della maggioranza verso una soluzione più condivisa e democratica».

Le valutazioni Emendamenti sono stati presentati anche dal Comunista umbro Orfeo Goracci, che ha già annunciato il suo voto contrario: «Questa legge – ha detto – è nata male ed ha proceduto peggio». Nel pomeriggio il dibattito è ripreso con Lamberto Bottini, Pd, che auspica che la legge non sia «figlia solo del Pd», aprendo anche alla possibilità di approvare alcuni emendamenti. L’ex segretario regionale del partito ha sottolineato, tra in punti positivi, l’abolizione del listino, il turno unico, il no al voto disgiunto e il premio di maggioranza al 60%, «che è una norma ormai consolidata». Anche Massimo Buconi, Psi, punta sugli emendamenti per allargare la platea dei possibili sì alla nuova legge pur difendendone i punti cardine. «Con 20 consiglieri – ha detto invece il capogruppo di FI Raffaele Nevi – si rischia di creare alleanze improvvisate, frutto dell’esigenza di mantenere una maggioranza basata su margini ridotti. Il sistema a turno unico non porta a creare alleanze omogenee ma solo a prendere un voto più degli altri».

FI: Favorisce le lobby  Nevi critica duramente il collegio unico («incrementa le spese, favorisce le lobby e danneggia i territori marginali») e anche la doppia preferenza di genere, «che avvantaggia le zone più popolose». Concetti ricalcati anche dal collega di partito Rocco Valentino, che annuncia il suo no se non verranno accolti gli emendamenti dell’opposizione. Luca Barberini invece sostiene che questa legge dia «risposte positive» anche se alcune criticità, come un premio di maggioranza troppo alto e un sistema di ripartizione (l’Hagenbach-Bischoff), «usato solo in Lussemburgo e in alcuni cantoni svizzeri», ci sono tutte.

Twitter @DanieleBovi

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