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mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 12:24

La Guardia di finanza accende un faro sui concorsi pubblici: chiesti gli atti a Umbria digitale

Le fiamme gialle vogliono vederci chiaro sulle ipotesi di irregolarità delle procedure nei bandi di Umbria digitale contestati dalle opposizioni

di Maurizio Troccoli e Chiara Fabrizi

La guardia di finanza vuole vederci chiaro sui concorsi pubblici banditi, dall’autunno allo scorso dicembre in Umbria. Gli agenti si sono mossi per avviare le attività di indagine, innanzitutto chiedendo gli atti della società partecipata della Regione, Umbria digitale. Si tratta di bandi di concorso per figure da assumere, a tempo indeterminato, per profili professionali di diversa natura. Si vuole verificare che le procedure adoperate siano corrette. Su almeno qualcuno di questi concorsi si è già mossa, in precedenza la politica, precisamente le forze di opposizione del Partito democratico e Movimento 5 Stelle che hanno denunciato presunte «irregolarità» che riguarderebbero un «deficit di pubblicazione dell’avviso» e che, a loro avviso, avrebbero potuto avvantaggiare qualcuno a discapito di altri. L’opposizione ha anche chiesto accesso agli atti interrogando la giunta regionale.

 

 

 

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