Cardarelli (foto Fabrizi)

di C.F.

«Campanilismi e guerre non convengono a nessuno». Questa la posizione espressa dal sindaco Fabrizio Cardarelli intorno alla delicatissima partita per l’integrazione tra gli ospedali di Spoleto e Foligno, di cui i primi cittadini e l’assessore regionale Luca Barberini avrebbero dovuto già iniziato a discutere lunedì scorso.

Integrazione ospedali Foligno-Spoleto Il summit è, però, slittato di una settimana, ma intanto il primo cittadino ha assicurato che «Spoleto si presenterà con una proposta chiara, elaborata col sostegno del Tribunale del malato», associazione che da sempre vigila sui servizi del San Matteo degli Infermi. Al tavolo parteciperanno anche i vertici della Asl Umbria 2 e dei due nosocomi, anche se stando a quanto risulta l’intenzione è quella di definire un percorso che coinvolga anche i responsabili dei diversi dipartimenti per tentare, seppur in ritardo rispetto al timing del piano sanitario regionale, che si conta di approvare a ottobre, un’analisi dell’offerta sanitaria dei due presidi per poi ragionare sulle specificità da sviluppare.

Cardarelli: «No a campanilismi» In questo senso il sindaco di Spoleto ha affermato: «La guerra o i campanilismi vanno messi da parte, perché se a breve termine Foligno può anche essere favorita nel processo di razionalizzazione del ministero anche il San Giovanni Battista rischia di essere messo in discussione, per via della vicinanza con Perugia. Per questo l’obiettivo, finora condiviso devo dire anche col sindaco di Foligno è di lavorare serenamente per il potenziamento di un unico grande ospedale, in grado di fornire una risposta multidisciplinare su due diversi presidi, in modo da evitare doppioni ma anche mortificazioni delle singole eccellenze».

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