La sindaca di Perugia Ferdinandi

di S.S.

Sono 1.200 le donne in Italia che ricoprono il ruolo di amministratrici, circa il 15 per cento del totale. Un’indagine di Anci, riportata da Giulio Sensi sul Corriere della Sera, ha dedicato spazio alla rappresentanza femminile nei Comuni italiani. Tra queste spicca il nome della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, in carica dal 2024. In netta minoranza le cariche amministrative ricoperte dalle donne rispetto a quelle degli uomini: «I dati ci parlano di un cambiamento culturale importante – afferma la sindaca Ferdinandi, delegata Anci alle pari opportunità -, risultato delle politiche sulle pari opportunità degli ultimi cinquant’anni. Rimaniamo ancora poche».

Numeri Secondo l’indagine di Anci, i sindaci nello stivale sono in larga maggioranza uomini, circa l’84,6 per cento, mentre le donne rappresentano il 15,4 per cento. Tra i vicesindaci la quota femminile sale al 32,3 per cento. Più equilibrata è la presenza tra gli assessori, ricoperta per il 44,5 per cento da donne e soprattutto tra i consiglieri, dove però gli uomini restano in maggioranza. Tra i presidenti di consiglio comunale le donne sono il 29,6 per cento, ma nel complesso, su oltre 125mila amministratori locali, circa il 35 per cento sono donne, contro il 65 per cento di uomini. Quando la scelta spetta agli elettori, il quadro cambia: le donne risultano prevalenti, arrivando al 74,8 per cento nelle cariche elettive. Al contrario, nelle posizioni assegnate tramite nomina diretta, la loro presenza scende al 25,2 per cento, lasciando spazio a una predominanza maschile.

Titoli di studio Per quanto riguarda l’istruzione, le donne risultano mediamente più titolate. Sono il 47,7 per cento le donne laureate o con specializzazioni o titoli post-laurea, contro il 32,7 per cento degli uomini. Mediamente le donne sono anche più giovani: l’età media è di 49 anni, mentre 52 per gli uomini. «Nel nostro Paese – spiega Ferdinandi al Corriere della Sera – il carico di cura pesa ancora in maniera sbilanciata sulle spalle delle donne. Una donna su cinque non rientra al lavoro dopo il parto. Non basta solo che aumentino all’interno delle istituzioni, ma che il lavoro pubblico sia davvero capace di rimuovere gli ostacoli che producono diseguaglianza. A cominciare dalle barriere culturali».

Cambio di rotta Lo studio dell’’indagine di Anci evidenzia trasformazioni politiche e culturali in atto, che riguardano anche la distribuzione delle deleghe amministrative. Tradizionalmente affidate alle donne — come istruzione, welfare e pari opportunità — queste competenze non rappresentano più un limite esclusivo. Il caso di Perugia lo dimostra: accanto alle assessore alle pari opportunità, Costanza Spera, e all’istruzione, Francesca Tizi, anche un incarico centrale come il bilancio e le politiche finanziarie, nella giunta Ferdinandi, è affidato a Alessandra Sartore.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.