Paolo Brutti e Oliviero Dottorini venerdì mattina in conferenza stampa

di Daniele Bovi

Incassata la bocciatura dell’emendamento presentato mercoledì in Prima commissione dall’assessore all’Ambiente Silvano Rometti, con cui si sarebbe voluto imporre all’Ati2 di anticipare di due mesi (da dicembre 2011 a ottobre) l’individuazione del sito idoneo per il termovalorizzatore, il gruppo consiliare dell’Idv è tornato con una conferenza stampa sul tema rifiuti e termovalorizzatore, la madre di tutte le battaglie dell’attuale legislatura. Oliviero Brutti e Paolo Dottorini hanno fatto capire chiaramente che un eventuale rientro dalla porta del Consiglio (fissato per martedì) di ciò che è uscito dalla finestra della Prima commissione, sarebbe assai indigesto. L’emendamento Rometti insomma non dovrà essere ripresentato, «altrimenti – dicono i due italvaloristi – potremmo trovarci a dover riconsiderare la nostra posizione nei confronti dell’intero Collegato». Tradotto, potremmo pure bocciarlo.

Il Collegato non è un taxi
Dall’accordo sul Dap siglato a febbraio Idv (e Prc) non si schiodano e respingono ogni tentativo di accelerazione: prima si raggiunge il 50% di raccolta differenziata e poi si comincia a parlare di chiusura del ciclo. Un obiettivo in verità, fanno sapere dalla giunta, al momento assai lontano. Prima del raggiungimento della fatidica soglia infatti, le discariche umbre potrebbero essere già collassate da un pezzo. «La giunta regionale – dicono Brutti e Dottorini – è andata sotto ben cinque volte, facendo emergere alcuni problemi soprattutto sulla gestione dei rifiuti. L’emendamento Rometti è stato un tentativo incomprensibile che ha visto la giunta in minoranza e che sembra puntare a scavalcare l’accordo raggiunto. Fughe in avanti sono inammissibili, il Collegato alla legge finanziaria regionale non può essere utilizzato come un taxi con cui far transitare provvedimenti avulsi dal bilancio. E prescindendo dagli accordi di maggioranza».

Bene la manovra Per quanto riguarda la manovra in generale, Brutti e Dottorini hanno espresso un giudizio complessivamente positivo, soprattutto «per lo sforzo compiuto nel tentare di arginare gli effetti dei tagli operati dal governo senza incrementare la tassazione e senza intaccare il welfare regionale». Sarebbero però mancati «coraggio e scelte politiche innovative, oltre al dibattito all’interno della maggioranza», portando il gruppo Idv a presentare le proposte di modifica direttamente in Commissione.

Battaglia sui canoni Altro capitolo che sta particolarmente a cuore all’Idv è la revisione (verso l’alto) dei canoni di concessione per lo sfruttamento di acqua, cave e miniere. Un emendamento in commissione era stato presentato e poi bocciato, anche se dal capogruppo del Pd Locchi e dall’assessore al Bilancio Franco Tomassoni un’apertura è arrivata: se ne riparlerà tramite un ordine del giorno sulla fiscalità regionale in applicazione del federalismo fiscale. «In Umbria si producono il 12 per cento dell’acqua minerale e del cemento d’Italia – dicono Brutti e Dottorini -, nonostante le piccole dimensioni della regione. È del tutto evidente che innalzando i canoni di concessione (per l’acqua, da 2 a 4 millesimi di euro al litro) si potrebbero ricavare fondi importanti per indennizzare i territori dai danni prodotti dalle cave, dagli attingimenti e dalla necessità di smaltire le bottiglie di plastica, finanziando inoltre la manutenzione delle reti idriche pubbliche. Un altro paradosso umbro riguarda infatti le tariffe: molto basse quelle pagate per sfruttare le acque minerali e molto alte (le seconde in Italia) quelle pagate dai cittadini per il servizio idrico».

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