Dalla nuova legge sulla perequazione spariscono le ombre di possibili sanatorie. La giunta regionale infatti, accogliendo la sollecitazione di Dottorini (Idv) lunedì mattina in consiglio regionale ha proposto di ritirare l’articolo 37, che prevedeva forme per sanare edifici conformi allo strumento urbanistico vigente, ma privi dei necessari titoli abitativi per la loro realizzazione. Quindici i voti a favore del ritiro, undici contrari (l’opposizione più Gianfranco Chiacchieroni) e tre gli astenuti (i pd Brega, Smacchi e Barberini). Attraverso il contestato articolo si sarebbe potuta verificare la possibilità di richiedere una «sanatoria» edilizia per manufatti realizzati prima dell’entrata in vigore della legge regionale sulla semplificazione, datata 2011, e conformi alla disciplina edilizia e agli strumenti urbanistici vigenti. Il tutto purché la richiesta fosse stata fatta entro la fine del 2013.
Chiacchieroni: vittoria della retorica Di fronte alla soddisfazione di gran parte della maggioranza per il ritiro dell’articolo, il piddino Chiacchieroni ha invece puntato il dito contro l’esecutivo: «Ha vinto la retorica – ha detto in aula – sulla necessità di trovare una soluzione al problema. Ci troviamo di fronte ad una mancanza di coraggio del centro sinistra. Si trattava di un provvedimento che poteva anche essere annullato dalla Corte Costituzionale, ma avrebbe rappresentato un segnale importante». «Nell’indicazione di Rometti – ha invece aggiunto il capogruppo del Pdl Raffaele Nevi – c’è una questione ideologica propria della sinistra estrema di cui la Giunta ha preso atto. Il provvedimento non avrebbe rappresentato alcun abuso perché recepiva alcune sentenze del Tar».
L’approvazione L’intero articolato, propedeutico al testo unico sull’urbanistica e che riguarda perequazione, compensazione e premialità «in materia di governo del territorio» è stato approvato con 25 sì (Pd, Psi, PdL, Fd’I e Udc) e cinque astenuti (Prc-Fds, Idv, Orfeo Goracci e Lega Nord). Astensioni che, per quanto riguarda la maggioranza, sono state commentate negativamente dal capogruppo pd Locchi: «Prc e Idv – ha detto – continuano a volersi distinguere dalla maggioranza». Numerosi gli emendamenti presentati, ma in larghissima parte respinti, soprattutto dai consiglieri Stufara (Prc-Fds) e Dottorini (Idv) che miravano a ridurre la portata del provvedimento limitandone l’impatto urbanistico ed ambientale. Approvati invece due emendamenti della giunta e di Stufara che riducono da tre a due anni il periodo di residenza o attività lavorativa, svolta nella regione, richiesto per l’alloggio popolare.
La perequazione Sostanzialmente, la perequazione costituisce una modalità di attuazione delle aree di trasformazione appositamente individuate dalle parti operative dei piani regolatori in appositi ambiti, nei quali la tecnica pianificatoria si realizza mediante attribuzione e cessione di quantità edificatorie al fine di realizzare l’equa ripartizione dei vantaggi e dei costi prodotti dalle scelte di pianificazio. Si tratta di una modalità di attuazione della pianificazione urbanistica che attribuisce quantità edificatorie equamente tra i proprietari degli immobili interessati dagli interventi di trasformazione urbanistica, tenendo conto delle situazioni e condizioni degli immobili interessati, garantendo inoltre l’equa distribuzione degli oneri derivanti, per assicurare la realizzazione di dotazioni territoriali destinate al miglioramento della qualità urbana, territoriale e ambientale, riducendo gli oneri a carico dei comuni.
Compensazione La compensazione e la premialità costituiscono invece criteri e tecniche di promozione e sostegno delle trasformazioni previste dalla pianificazione urbanistica, nonché di supporto e di implementazione della stessa perequazione. Ai fini della tutela del territorio umbro e del contenimento dell’uso di nuovo suolo, le quantità edificatorie generate da perequazione, premialità e compensazione non possono essere utilizzate ed esercitabili nei centri storici e nelle zone agricole. La premialità dunque, consiste nel riconoscimento, a fronte di impegni aggiuntivi e quindi oltre a quelli ordinari, dei soggetti interessati, per la realizzazione di infrastrutture e di dotazioni territoriali e funzionali, di incrementi di quantità edificatorie rispetto alle quantità attribuite agli insediamenti dalla disciplina urbanistica vigente.
Premialità La premialità ha inoltre lo scopo di incentivare l’attuazione del Piano regolatore per mettere a disposizione quote di edilizia residenziale sociale, per eliminare i detrattori ambientali o per realizzare interventi di riqualificazione ambientale. La compensazione infine, consiste nella possibilità di riconoscere a proprietari diritti edificatori, in sostituzione del pagamento di oneri conseguenti ad atti impositivi del comune per espropriazione, reiterazione di vincoli preordinati all’esproprio ovvero di contributi aggiuntivi da parte dei privati per la realizzazione di opere pubbliche. «Si conclude – ha detto l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti – un processo di rinnovamento avviato con la riforma urbanistica del 2005». «Si è voluto dare forte impulso – ha aggiunto – alla rigenerazione delle aree urbanizzate con una notevole semplificazione dei procedimenti anche sulle destinazioni d’uso, proponendo alle imprese ed ai cittadini un’occasione per riqualificare le aree dismesse o comunque le zone residenziali di antico insediamento. Per tale ragione, sono molte le innovazioni legislative che in tutti gli ambiti territoriali spingono alla riqualificazione del costruito con la volontà di contenere il consumo di suolo a quanto eventualmente necessario per la riqualificazione delle aree già edificate».
