
di D.B.
L’opposizione di centrodestra va alla guerra santa. Constatata l’approssimazione e le divisioni del centrosinistra sull’introduzione nello Statuto regionale dei richiami a San Francesco e a San Benedetto, il Pdl prova a trarne politicamente vantaggio mettendo in campo una strategia che coinvolga cittadini ed enti locali tramite questionari e ordini del giorno.
Centrosinistra allo sbando Un centrodestra aiutato in questo da una maggioranza che sul tema è allo stato brado, tanto che lo stesso presidente Marini poco avrebbe gradito lo spettacolo andato in scena durante l’ultima seduta del Consiglio di martedì, quando Pd e compagnia hanno deciso di buttare la palla in calcio d’angolo decidendo di non decidere e rinviando il dossier ad una discussione apposita da tenersi tra 90 giorni.
Gazebo e questionari L’iniziativa del Pdl, presentata giovedì mattina durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, si articolerà in due fasi parallele: l’invio di un ordine del giorno a tutti i gruppi consiliari nei Comuni e nelle due Province, da proporre alla discussione e all’approvazione da parte delle assemblee, e un questionario da sottoporre ai cittadini, attraverso gazebo da allestire nelle piazze, per capire, attraverso pochi semplici quesiti, quale sia l’orientamento prevalente sulla santa diatriba.
Modena: vedremo chi sarà coerente «E’ stato il Partito democratico, attraverso Brega, Marini e il presidente della Provincia di Perugia – spiega Fiammetta Modena – a riaprire il dibattito sull’inserimento dei Santi nello Statuto, salvo poi fare una clamorosa marcia indietro. Ai nostri undici voti in Consiglio regionale ne vanno aggiunti altri cinque per poter approvare la proposta di legge Monacelli che sulle modifiche statutarie, vedremo chi nella maggioranza avrà la coerenza di dare seguito a quanto affermato. Non lo ha fatto il presidente Brega, che nell’ultima seduta si è espresso per il rinvio della discussione e contro il voto immediato della legge. Non lo ha fatto la presidente Marini, il cui impegno istituzionale di martedì a Roma è terminato alle 17, quindi in tempo per tornare a Perugia e partecipare ai lavori d’Aula. Cosa che non è avvenuta».
