di Iv. Por.
Prova a ripartire dai territori il Partito democratico, tramortito dalle batoste romane e dalle difficoltà locali. Prova a scrollarsi di dosso l’immagine di una landa senza governo, in preda alla guerra tra bande. Prova a mettere ordine con un documento di 16 pagine elaborato dai dipartimenti regionali e che sarà discusso nei circoli. Si parla di Umbria, un’Umbria «da sprovincializzare», come dice il segretario Lamberto Bottini.
Basta gossip Il segretario parte da un assunto. «Dobbiamo finirla con il gossip politicista che non interessa a nessuno, se non 4-500 persone che si divertono con le polemiche sui giornali. Dobbiamo parlare dei problemi della gente, del modello di sviluppo che vogliamo: questo è un banco di prova per il Pd». Bottini sottolinea come «finora l’Umbria ha usato bene le risorse, come nel caso del terremoto, però quelle risorse sono servite a conservare uno status quo, un sistema economico che mostra i suoi limiti. D’ora in avanti serve più coraggio».
Basta rigidità Il documento parte dalle ragioni che hanno portato alla crisi. «La rigidità di politiche di bilancio anacronistiche hanno portato alla recessione – spiega il responsabile dei dipartimenti, Valerio Marinelli – la conseguenza è stata l’impoverimento di milioni di italiani e migliaia di umbri. Il Pd deve chiedere un forte cambiamento di queste politiche, abbiamo bisogno di un New Deal».
Umbria da sprovincializzare Dal quadro generale, il documento scende a quello locale: «L’Umbria – dice Bottini – va sprovincializzata, affrontando le tematiche che hanno frenato il sistema produttivo: servono più imprese , più innovazione, bisogna attrarre capitali, sburocratizzare, spingere le imprese verso i mercati internazionali».
Nuovo patto sociale Per l’Umbria il documento immagine una crescita basata su un nuovo patto sociale, in cui vengano garantiti i servizi ma si liberino risorse per la crescita e lo sviluppo attraverso la cultura, l’innovazione, il rilancio del sistema produttivo e l’uso delle reti materiali e immateriali. Un insieme di propositi che rischiano di restare però parole vuote se non verranno tradotte in politiche. Una scommessa non facile, questo è certo.
