La manifestazione sotto palazzo Cesaroni (foto U24)

di Daniele Bovi

Una piccola marcia tra palazzo Donini, sede della giunta, e palazzo Cesaroni, sede del consiglio, sventolando i certificati penali e chiedendo a chi occupa quei palazzi di fare altrettanto. Dopo il ribaltone dei giorni scorsi, in seguito al quale il Movimento 5 Stelle ha cambiato cavallo decidendo di puntare sul ternano Andrea Liberati e non su Laura Alunni, i pentastellati chiedono «pulizia» nelle liste dei candidati degli altri partiti, che appartengono «alla solita melassa» e si augurano «che cambi la cultura politica dell’Umbria per seguire le regole di uno Stato di diritto». «I candidati sotto processo – ha aggiunto – lascino e si autosospendano dai loro partiti».

FOTOGALLERY: LA MANIFESTAZIONE

Quanto al cambio di candidato, nessun problema: «Noi del Movimento – risponde Liberati – siamo tutti dentro la stessa battaglia. Uno vale uno e nessuno è indispensabile». E la battaglia è quella che il Movimento fa in una regione «dominata da un sistema politico-affaristico. È un’Umbria che va liberata da un sistema di potere». La scelta del luogo in cui fare la conferenza stampa non è stato casuale: «Sappiamo per certo – ha sottolineato Liberati – che ci sono numerosi candidati processati e di questo non se ne parla nella nostra bella regione. Sarebbe molto semplice sapere chi sono, basterebbe che facessero tutti come noi del 5 Stelle visto che abbiamo consegnato i nostri certificati penali e dei carichi pendenti per dire agli umbri la verità».

VIDEO: PARLA LIBERATI

Dopo la protesta, dovranno arrivare anche le proposte e Liberati promette che il Movimento le presenterà fra sette giorni. «Intanto – spiega – diciamo che serve un netto cambio di marcia anche nei confronti di alcune multinazionali per avere circa 80 milioni di euro attraverso un deciso incremento dei canoni concessori alle aziende multinazionali dell’idroelettrico e delle acque minerali. Anche qui c’è un conflitto di interessi di alcuni consiglieri regionali che ci lavorano o che hanno parenti che ci lavorano: queste persone dichiarino i loro conflitti di interesse e si astengano dal votare per queste cose». Liberati ha messo poi nel mirino direttamente Catiuscia Marini: «È una dirigente in aspettativa di Legacoop – attacca – e non è possibile che voti sul taglio dell’Irap del 100 per cento per le cooperative di tipo A e del 50 per cento per le cooperative di tipo B».

VIDEO: PARLA STEFANO LUCIDI

«A lei – aggiunge – paghiamo come Stato contributi per una terza pensione oltre ai due vitalizi che incasserà in futuro e questa è una cosa che deve far riflettere chi vota i vecchi partiti». Fatto smentito dalla presidente: «non percepirò alcun vitalizio – dice -, perché tale istituto è stato introdotto nella legislatura succesiva a quando io ho svolto il mandato. Vorrei ricordare inoltre che il consiglio regionale ha abolito proprio nel corso di questa legislatura il vitalizio per i consiglieri regionali. Per quanto riguarda la mia personale posizione previdenziale della mia autonoma professione sono io che personalmente verso i relativi contributi a carico del lavoratore». Da ultimo, la presidente parla dei «presunti conflitti di interesse» precisando che «la mia è stata ed è una condotta limpida e trasparente che gli umbri ben conoscono. In ogni caso non ho mai svolto attività che siano in possibili conflitti di interesse né reale né immaginario».

Twitter @DanieleBovi

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