Il sindaco di Gubbio Diego Guerrini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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Il sindaco di Gubbio Diego Guerrini è sempre più in bilico. A poche ore dall’arrivo in consiglio comunale, lunedì pomeriggio, del bilancio consuntivo 2012 Sinistra e libertà annuncia ufficialmente in una nota che considera «conclusa la nostra esperienza alla guida della città». Ma non solo. Ad abbandonare Guerrini è un altro assessore, questa volta del Pd: si tratta di quello agli Affari generali e Attività produttive Alessandro Brunetti che, con una lunga e durissima lettera inviata a Guerrini spiega di non condividere più il percorso che lei sta portando avanti in maniera così «inadeguata, priva di visione, arrogante e presuntuosa senza nemmeno la possibilità di confronto».

SeL dice addio E così, oltre alla «tegola» Brunetti, dopo una «autosospensione» che va avanti da novembre l’assessore vendoliano Michela Tinti ha riconsegnato le deleghe nelle mani del primo cittadino che così, dopo Prc e Idv, perde un altro pezzo di una maggioranza sempre più sfilacciata e vittima anche dei dissapori all’interno del gruppo pd. I numeri ora fanno tremare: con l’uscita di Sel i 13 voti per approvare lunedì il consuntivo 2012 non ci sono.

Così in consiglio La maggioranza può ora infatti contare su otto pd (Marco Cardile, Gianni Pecci, Renzo Menichetti, Alessia Tasso, Claudio Ruspi, Gabriele Cerbella, Gianni Francioni e il neosegretario cittadino Michele Sarli), Aldo Cacciamani (Federazione della sinistra) e i tre Psi assai critici con la giunta (Giuseppe Brunelli, Daniele Cavaleiro e Nicola Maria Aloia). A mancare, a questo punto, è il tredicesimo uomo, ovvero Stefano Ceccarelli di Sel. La minoranza, che potrebbe diventare maggioranza, conta su Lucio Lupini (Gubbio per noi), tre Pdl (Luigi Girlanda, Angelo Riccardini e Pasquale di Bacco), Mattia Martinelli (Udc), Giovanni Vantaggi (Un’altra Gubbio), tre Prc (Lucio Panfili, Marino Cernicchi e Antonella Stocchi), Carlo Pierotti (Gubbio partecipa) e Graziano Cappannelli (Idv).

Sofferta ma lucida Una decisione, quella di abbandonare la giunta, che Sel definisce «sofferta ma lucida» e che deriva dalla «consapevolezza che sono venute meno le pur minime condizioni di agibilità politica che consentano a questa compagine governativa di onorare il mandato ricevuto dai cittadini». Nel suo lungo j’accuse Sel incolpa prima di tutto il sindaco, il cui telefono è staccato per tutta la giornata di venerdì, per lo «sfilacciamento e il logoramento» della maggioranza. Quel Guerrini che non si è dimostrato «quella guida autorevole, pragmatica di cui la coalizione aveva bisogno, dimostrando una propensione a dividere più che ad unire».

I tanti perché Sel passa poi in rassegna la tribolata vita dell’amministrazione Guerrini, dalla maggioranza che si rompe alle dimissioni cinque mesi fa dell’assessore Di Benedetto fino alla richiesta di «resettare» e tagliandare la giunta e i suoi obiettivi, con Sel che chiedeva di puntare su alcune priorità (variante del Prg, Puc1 e 2, piano straordinario per il lavoro, politiche ambientali). Uno stillicidio che arriva fino alla «sconcertante guerra istituzionale tra presidente del consiglio e sindaco, che ha reso velenoso il confronto nell’assise cittadina e probabilmente ha paralizzato l’azione nelle ultime sedute». Tutti motivi che portano Sel «ad alzare bandiera bianca davanti ad un quadro politico frantumato e troppo distante dal patto stipulato nel 2011 con i cittadini eugubini».

Bori: siamo fuori «Sì – dice a Umbria24 il segretario regionale di Sel Luigi Bori -, siamo fuori dalla maggioranza. Se votiamo lunedì il consuntivo? Su questo vedremo, c’è la libertà di scelta del nostro consigliere. Di certo il consuntivo non ha lo stesso peso del preventivo (che va approvato entro il 30 giugno, ndr), ma è anche vero che noi, attraverso l’autosospensione del nostro assessore, ci stiamo distinguendo da cinque mesi. Il problema è capire la tenuta della maggioranza e all’interno di questo quadro Guerrini dovrebbe pensare più al Pd che a noi. Di sicuro la città ha bisogno di uno scatto in avanti».

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