di Daniele Bovi
Segui @DanieleBovi
Così come è iniziata pochi giorni dopo la festa dei Ceri del 2011, potrebbe finire lunedì a neanche una settimana dalla festa 2013. E’ lunedì infatti il giorno in cui si avvierà con tutta probabilità a conclusione l’esperienza della giunta eugubina guidata tra mille difficoltà dal sindaco Diego Guerrini. In mattinata è convocata la nuova seduta del consiglio comunale in cui si dovrebbe approvare il bilancio consuntivo 2012; un secondo tentativo dopo quello del 29 aprile scorso quando l’unico voto a favore fu proprio quello del sindaco Guerrini.
Progetto finito E a mettere la pietra tombale sull’esperienza di governo iniziata non più tardi di due anni fa sembra essere il documento dell’unione comunale del partito spedito alle redazioni domenica. Un documento in cui il partito da poco guidato dal nuovo segretario Michele Sarli, nel corso di tre riunioni (l’ultima sabato sera), ha preso atto «dolorosamente della fine di un progetto politico che non si è realizzato appieno». Sulla base di queste premesse in conclusione il Pd eugubino spiega che lunedì «i consiglieri comunali saranno liberi di esprimere il proprio pensiero, a partire da quanto già esplicitato nel consiglio comunale del 29 aprile e secondo le convinzioni maturate».
Riunioni deludenti Insomma, nonostante i venti giorni passati (il massimo che la legge consente per un secondo tentativo di approvazione prima dell’arrivo automatico di un commissario prefettizio) nulla è cambiato: «deludenti» infatti vengono definite da più voci le riunioni di maggioranza che si sono susseguite nel corso di queste ultime tre settimane. La giunta Guerrini sembra così essere definitivamente arrivata al capolinea. Una crisi scatenata da numerosi fattori: dall’inchiesta che ha terremotato la città agli scontri tra partiti, e all’interno degli stessi, che hanno portato a numerose defezioni. Piano piano così nel corso dei mesi si sfilano assessori e poi interi partiti come Rifondazione e Idv; negli scorsi giorni poi l’addio di Sel che ritira anche il suo assessore.
La fu Stalingrado E’ in questo clima che si consuma la fine di questa esperienza del centrosinistra in quella ex Stalingrado umbra che, fino a pochi anni fa, era guidata dalla sola Rifondazione con il Pd a fare opposizione. Uno spappolamento tanto rapido quanto rumoroso. Nel documento dell’unione comunale si guarda già, di fatto, al prossimo appuntamento elettorale. Se infatti, come sembra, lunedì i consiglieri bocceranno di nuovo il consuntivo a questo punto arriverà il commissario prefettizio che rimarrà in città fino a nuove elezioni. «Non si sarebbe giunti a questo punto – è scritto – se in questi mesi ci fosse stato un corretto confronto all’interno del partito».
Sguardo al futuro E ora, come detto, si guarda al futuro e ad una «ripresa dell’iniziativa politica, con un percorso di qualità che preveda la partecipazione di tutta la città; ad una interlocuzione sulla base di un rinnovato slancio che abbia origine da una proposta programmatica che parta dai problemi della città e dalle soluzioni che possono essere individuate con un processo inclusivo». Infine l’obiettivo è «ricostruire le ragioni di una nuova coalizione che parta da quella espressa dalle ultime elezioni amministrative prevedendo anche il dialogo con altri partiti e con gli elementi di civismo della nostra città».
