Il sindaco di Gubbio Diego Guerrini (foto U24)

di Daniele Bovi
Segui @DanieleBovi

Dopo una corsa iniziata nel maggio dei Ceri di due anni fa, Diego Guerrini cade definitivamente lungo il percorso due anni dopo e sempre nei giorni della Festa, mollato dai suoi stessi ceraioli. E’ in una Gubbio ancora addobbata dopo i giorni della Festa che si consuma la fine della giunta del giovane sindaco renziano: il consiglio comunale infatti nell’attesa seduta di lunedì mattina ha respinto per la seconda volta il bilancio consuntivo 2012 con cinque voti a favore, nove contrari e altrettanti astenuti. Appena cinque sì sui tredici necessari e una spaccatura plastica anche all’interno del Partito democratico: oltre al sindaco Guerrini hanno votato infatti a favore Menichetti, Francioni, Tasso (tutti e tre Pd) e Cacciamani della Federazione della sinistra. Nove i contrari, tutti tra liste civiche e centrodestra (Stocchi, Panfili, Cernicchi, Riccardini, Girlanda, Pierotti, Martinelli, Cappannelli e Vantaggi) e altrettanti gli astenuti, tra i quali cinque Pd (Sarli, Cerbella, Pecci, Ruspi e Cardile). Lupini e Di Bacco sono invece assenti.

Fine di un progetto Inutili e «deludenti» gli incontri tra quello che rimaneva della maggioranza di centrosinistra andati avanti per tre settimane dopo la prima bocciatura del 29 aprile, quando a favore del consuntivo votò solo il sindaco. Che le speranze fossero pochissime lo si era capito fin da domenica, quando l’unione comunale del Pd ha vergato un documento a poche ore dal voto che aveva il peso di una pietra tombale: «Prendiamo atto dolorosamente – era scritto – che un progetto politico è finito». Parole risuonate anche lunedì nell’aula consiliare dove il democratico Ruspi, leggendo un documento dove un blocco di consiglieri confermava la scelta dell’astensione, ha spiegato che «in questi venti giorni ci sarebbe dovuto essere un confronto profondo che, anche a causa dell’incapacità di mediazione del sindaco», non c’è stato. Anzi, «la situazione è peggiorata». Parole dette «chiedendo scusa ai cittadini».

Cosa succede Il sindaco ascolta e poi prende la parola: «E’ il mio ultimo intervento in consiglio comunale». Un intervento breve visto che quello che ha da dire lo spiegherà insieme alla giunta martedì mattina alle 11 nel corso di una conferenza stampa. Tecnicamente ora l’esecutivo resterà in carica fino a quando un commissario ad acta non approverà il bilancio, poi arriverà quello prefettizio che traghetterà il comune verso nuove elezioni. Una data che potrebbe anche essere quella del maggio 2014 quando si rinnoverà il parlamento europeo. Quella di oggi invece mette la parola fine su una crisi scatenata da numerosi fattori: dal ritiro delle deleghe al vicesindaco alle conseguenze dell’inchiesta che ha terremotato la città agli scontri tra partiti, e all’interno degli stessi, che hanno portato a numerose defezioni. Piano piano così, tra veti incrociati e mediazioni fallite, nel corso dei mesi si sfilano assessori e poi interi partiti come Rifondazione e Idv; nelle settimane scorse poi l’addio di Sel che ritira anche il suo assessore.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.