di Ma.Ma
«Dovunque mi chiamano, non chiedo mai quanta gente troverò ad ascolatarmi e se la sala della conferenza è più o meno accogliente»: Andrea Lulli è un deputato sui generis per più di un motivo. Pratese doc, conosce della sua città dal più piccolo al più grande imprenditore tessile, sia esso italiano o cinese, conosce a memoria le leggi che regolano la materia assai complessa, perchè di alcune è stato il primo firmatario, ma la sua competenza non si ferma al mondo del lavoro imprenditoriale del tessile.
«Guardando su internet – dice Stefano Vinti, coordinatore del Pd di Magione – assieme al segretario Proietti e ad Orlando Barberini, abbiamo visto che l’onorevole Lulli ha una percentuale altissima di presenze durante la discussione in Parlamento e la relativa votazione, il 94%: da questo dato e dalla lettura della sua attività è partita la nostra richiesta per un confronto-dibattito. Lo abbiamo contattato e lui si è presentato al confronto nonostante non avessimo nulla di clamoroso da offrirgli».
Onorevole Lulli, la politica ha toccato i minimi storici di gradimento presso i cittadini, lei conosce la ricetta per risalire a livelli più accettabili, a far tornare alla gente la voglia di appassionarsi a questioni che riguardano il futuro e ora più che mai il presente del nostro Paese?
Io non ho cambiato nulla del mio modo di lavorare, ovvero di occuparmi delle questioni che producono lo sviluppo dei nostri cittadini. Sono al terzo mandato in Parlamento, probabilmente questi sono gli ultimi mesi di lavoro come parlamentare, ma non ho mai ragionato con il proverbiale “do ut des”. Mi occuperò di politica finchè mi appassionerà, fino a quando non avvertirò la fatica, sono venuto a Magione perchè sono stato invitato, perchè ho trovato della gente che ha voglia di sapere
La gente ha voglia del nuovo, vuole mandare a casa chi da troppi anni si occupa di politica, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Matteo Renzi, che è un suo quasi concittadino ha molto consenso di questi tempi?
Occhio alla parola “nuovo”, a me fa spavento, l’ossessione del nuovo ha produtto due figure che la storia ha già giudicato, Benito Mussolini e Silvio Berlusconi, e dietro l’angolo vedo spuntare un altro personaggio nuovo di zecca, Beppe Grillo. Se gli italiani lo voteranno, occorrerà avere rispetto delle loro idee, ma occorre anche gente che dica che Grillo dice un mucchio di fandonie, come quella di uscire dall’euro e di non pagare il debito pubblico. Quanto a Renzi, è simpatico, pimpante, carico di energia, ma bastano queste doti, che pure per un politico sono importanti per pensare che lui può rappresentare la soluzione di tutti i mali? I fiorentini lo hanno eletto sindaco, a Firenze i problemi non mancano, ma lui cosa stà facendo per risolverli? Se pensasse a governare al meglio la sua città farebbe solo il suo dovere, ma è sempre in giro da uno studio televisiovo all’altro, ai talk show la gente non crede più, perchè sono uno spettacolino visto ed arcivisto, e mi riferisco a tutti quelli trasmessi sia dalla Rai che dalle altre reti
Lei ha firmato leggi importanti a tutela del made in Italy, ma anche in questo campo ci sono i furbetti, che sanno come aggirare le leggi. Come mai tante aziende producono all’estero e poi applicano l’etichetta ‘prodotto italiano’? Conosce la realtà di Brunello Cucinelli, perchè lui continua a resistere e a fare affari?
A Prato ci sono aziende che conoscono a menadito come turlupinare il consumatore, ecco perchè ci vuole una tracciabilità che regolamenti meglio le varie fasi di lavorazione. I cinesi a Prato sono arrivati perchè a chiamarli sono stati i pratesi che gli hanno insegnato il mestiere e quelli si sono impossessati delle aziende. Cucinelli è bravo perchè fa un prodotto unico, perchè si sa distinguere, perchè ha puntato sulla immagine e sulla corretta comunicazione ai consumatori.
La gente si chiede se si andrà a votare con l’attuale sistema elettorale o la legge si farà?
Che questa legge vada cassata lo dicono oramai tutti, ma nessuno pensi che il ritorno alle preferenze, cioè alle scelte da parte dei cittadini dei lopro rappresentati sia una soluzione perfetta. Verrà eletto chi avrà maggiori risorse, Pisapia per essere eletto sindaco di Milano ha speso una somma incredibile. La politica va cambiata, ma attenti a non buttare il bambino con l’acqua sporca, sull ‘abbattimento dei costi della politica stiamo attenti, perchè tagliare in maniera non ragionata porta guai ancora maggiori. Ad esempio si dice che i tagli più robusti andranno fatti alla Sanità, io sostengo che in quel settore occorre agire solo in due direzioni, in un controllo migliore e più efficace sulla spesa farmaceutica e sulla diminuzione dei ricoveri ospedalieri. Per il resto la sanità italiane e ai primissimi posti a livello mondiale, e se è arrivata a questo livello di equilibrio tra spesa pro capite e competenze professionali il merito va ascritto alla politica.

