di Daniele Bovi
Tutti di nuovo da Nonna papera, stavolta non per convincere Stefania Proietti ad accettare la candidatura ma per mettere sul tavolo le carte per quanto riguarda la nuova giunta. Tutta la coalizione che ha sostenuto la neo presidente martedì – dopo una serie di incontri singoli – si è ritrovata martedì sera nella stessa pizzeria di Assisi teatro quest’estate di un incontro con la sindaca.
La riunione E se nella calura l’obiettivo era quello di convincerla a candidarsi, stavolta partiti e civiche andranno da Proietti per capire come sbrogliare la matassa dell’esecutivo. In attesa che arrivi la proclamazione ufficiale da parte della Corte d’appello di sicuro la neo presidente e il resto dello staff non stanno con le mani in mano. Prima di tutto va capito lo schema: quello più probabile, come emerso fin subito dopo il voto, che si vada verso due assessorati al Pd oltre alla presidenza del consiglio, più un assessorato a testa per M5S, Alleanza verdi-sinistra e Umbria domani. Difficile – anzi impossibile – che martedì sera si esca con la quadra.
Nomi e deleghe Il capitolo più delicato rimane quello della sanità, al centro della campagna elettorale del centrosinistra e quello sul quale Proietti si giocherà un bel pezzo della sua presidenza; la sindaca quindi non vuole sbagliare. Innanzitutto va capito il profilo, dal quale dipende il lavoro impostato e non solo: tecnico o politico? Il segretario pd (e medico) Tommaso Bori, reduce dal filotto Comune di Perugia-Regione, punta forte a sostituire Luca Coletto mentre circolano anche nomi di tecnici, rigorosamente tenuti coperti. Tra i dem però la più votata è Simona Meloni e la cosa ha ovviamente lasciato strascichi. E proprio Meloni sembra il punto fermo, con il ruolo di vicepresidente e deleghe importanti come ad esempio Turismo e Agricoltura (un capitolo a parte meriterebbe il come la neo presidente potrebbe ridisegnare l’assetto della giunta sul fronte della composizione – o scomposizione – delle deleghe).
Gli schemi Altro punto fermo potrebbe essere Thomas De Luca all’Ambiente, con licenza di incenerire – come da programma – il dossier inceneritore. E poi? Dentro Alleanza Verdi-Sinistra messa da parte l’ipotesi Fabrizio Ricci – il giornalista capo ufficio stampa della Cgil che è stato il più votato – si potrebbe optare per uno come il marscianese Federico Santi o come il folignate Stefano Mingarelli andando così a “coprire”, con quest’ultima ipotesi, un territorio rimasto fuori dal consiglio per diversi motivi. Tra le regole non scritte infatti c’è anche quella che prevede un equilibrio su questo fronte, specialmente in una regione di campanili come l’Umbria. Quanto alla lista di Proietti, i nomi potrebbero essere quelli di Bianca Maria Tagliaferri o di Luca Proietti. Da martedì sera si fa sul serio.
