Martedì la seduta del Consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Niente spartizione col bilancino per quanto riguarda l’elezione del garante dei detenuti e di quello dell’infanzia, in teoria in programma martedì mattina in Consiglio regionale. In teoria perché secondo quanto emerso lunedì nel corso della riunione dei capigruppo a palazzo Cesaroni, martedì in aula (la seduta è prevista alle 10) verrà avanzata la proposta di prorogare di alcuni giorni l’elezione delle due figure. A passare nella riunione è stata l’indicazione dell’Idv che, tramite Oliviero Dottorini (relatore sul tema), ha scelto di non mettere sul piatto il nome del garante dei detenuti con lo scopo di coinvolgere nella decisione le associazioni e la società civile. «A nostro avviso – dice a Umbria24 – una figura di garanzia non può essere indicata da un partito».

Il rinvio L’idea, fatta propria dal centrosinistra, è quella di proporre il rinvio di una settimana per aprire il dibattito alla società civile e a quelle associazioni che si occupano specificamente di questi temi: «Vogliamo che loro – continua Dottorini – indichino nomi e proposte». La figura che si cerca è di alto profilo e con competenze specifiche. La palla a questo punto passa all’opposizione visto che per l’elezione dei due garanti serve il sì dei due terzi del Consiglio regionale. L’aula, oltre al question time, si occuperà anche dell’elezione di un revisore dei conti dell’Ente acque umbre-toscane, dei tre della nuova Agenzia forestale e del presidente del collegio sindacale del Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria. Tutte nomine, spiega sempre l’Idv tramite Dottorini, sulle quali il partito non avanzerà candidature. In futuro l’obiettivo dei dipietristi è quello di arrivare a una revisione della legge sulle nomine creando un elenco di professionisti all’interno del quale scegliere le figure nel modo più professionale possibile.

Radicali e Libera: Umbria indietro di sei anni Per quanto riguarda il garante dei detenuti l’Umbria è indietro di sei anni, ovvero da quel 2006 in cui fu approvata una figura poi mai eletta. A ricordarlo in una nota sono Walter Orlandi, presidente di Libera Umbria e Andrea Maori, segretario di Radicaliperugia-Giovanni Nuvoli. «La presenza del garante – scrivono i due -, contribuendo alla tutela dei diritti, può essere veicolo di una cultura basata sulla legalità, condizione necessaria alla sicurezza in quanto consente di limitare i danni sulla salute fisica, psicologica e sociale, che la violazione dei diritti e la detenzione stessa producono sulla persona detenuta. Danni che si manifesteranno poi con aumento della distruttività e della recidiva. Per questi motivi rivolgiamo un appello alle forze politiche perché venga approvata fin dalla seduta di domani del consiglio regionale dell’Umbria la nomina del Garante delle persone. Auspichiamo che non ci siano dilazioni di alcun tipo legati a veti incrociati insopportabili che andrebbero a scapito della promozione e all’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile della persona privata delle libertà personale nonché alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui temi del rispetto dei diritti umani e della umanizzazione della pena».

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