Il Consiglio deve ancora procedere alla nomina del garante (foto F.Troccoli)

Il presidente del Consiglio regionale Eros Brega e il vicepresidente Damiano Stufara hanno incontrato giovedì mattina a Palazzo Cesaroni i rappresentanti del comitato promotore della petizione che chiede all’Assemblea di procedere con la nomina del garante dei detenuti. Andrea Maori (Radicali), Walter Cardinali (Associazione Libera) e Simona Materia (associazione Antigone) hanno messo in evidenza le criticità dell’universo carcerario umbro e auspicato una rapida designazione della figura di garanzia. Il presidente Brega ha annunciato che nella riunione dell’Ufficio di presidenza del 30 luglio prossimo proporrà di mettere in calendario, per il mese di agosto, una serie di visite dell’ufficio di presidenza e dei capigruppo regionali, nelle carceri dell’Umbria, «per sensibilizzare i consiglieri regionali al problema e poter procedere con la nomina del garante alla ripresa dei lavori consiliari».

Mancato accordo politico Maori, Cardinali e Materia – è detto in una nota di palazzo Cesaroni – hanno spiegato che tra le 500 firme ci sono anche quelle di 240 detenuti del carcere di Spoleto. Brega ha spiegato di aver già messo, nelle settimane passate, la questione della nomina del garante all’ordine del giorno del Consiglio, ma che il mancato accordo tra i gruppi politici non ha consentito di procedere. Stufara ha sottolineato il «continuo deterioramento del livello della qualità della vita nelle carceri» e la mancanza di «una figura di mediazione tra la popolazione carceraria e la struttura penitenziaria».

Dottorini: bene l’iniziativa «Bene l’iniziativa dei Radicali – commenta il capogruppo regionale dell’Idv Oliviero Dottorini -. Adesso le associazioni avanzino proposte e candidature autorevoli e fuori dagli schemi dei partiti». «È urgente – prosegue – coinvolgere da subito associazioni e società civile per giungere nel più breve tempo possibile ad avere due figure di garanzia di cui l’Umbria ha urgente bisogno». «Non possiamo consentire – spiega – che la loro nomina finisca nel dimenticatoio della pausa estiva o che venga risolta nel chiuso di qualche palazzo, occorre dare un segnale forte, ci sono situazioni in cui i partiti devono fare un passo indietro e mettersi al servizio della società civile». Come già proposto nelle settimane scorse, l’Idv chiede alle associazioni di farsi avanti e di sottoporre candidature «di persone autorevoli con esperienza e al di sopra di ogni appartenenza partitica». «Il gruppo Idv – conclude – non avanzerà candidature di parte, proprio per evitare che si consumi una vera e propria spartizione tra partiti».

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