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Catiuscia Marini (foto Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi
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Un pezzo di futuro dell’Umbria e le forze per contrastare la lenta ma progressiva perdita di contatto della regione rispetto alle economie più dinamiche del Centro-Nord, passa dall’Europa e dalla nuova fase di programmazione 2014-2020. Strategia illustrata più volte dalla presidente Catiuscia Marini, anche nell’ultimo Documento annuale di programmazione economica, e ribadita mercoledì a palazzo Cesaroni di fronte alla Seconda commissione. Entro la fine di luglio, ha promesso la presidente, verrà portato alle Commissioni (ok definitivo in aula previsto a settembre) il Piano strategico che avrà al centro proprio i settori e il modo attraverso il quale di pensa di spendere le risorse europee. Soldi per introdurre «elementi di innovazione e cambiamento strutturale». Gli assi indicati dalla presidente sono cinque: innovazione, competitività, ricerca, sostenibilità ambientale e «la novità, dopo circa 30 anni», di una «forte azione» legata alla lotta alla povertà.

I settori Ambiti ancora da riempire di provvedimenti concreti ma che sono una base di partenza: «Il Piano strategico regionale – ha detto Marini – rappresenta l’asse fondamentale delle scelte di programmazione». Una programmazione che dovrà essere «realistica rispetto agli obiettivi» e ricompresa nelle risorse (comunitarie e statali) derivanti dai fondi europei per lo sviluppo e da quello sociale. Come accennato poi c’è la novità legata al poter utilizzare il Fondo sociale anche per «alcune azioni di politiche sociali di intervento per la riduzione della povertà e dell’impoverimento che i cittadini hanno subito in conseguenza della crisi economica ed occupazionale. Quindi si potrà dar vita ad importanti servizi per le famiglie, per le persone. Interventi importanti – ha detto la presidente – che ad oggi subiscono spesso la mancanza di risorse nazionali».

Azioni plurifondo «Poiché i regolamenti europei permettono di prevedere azioni ‘plurifondo’ (Fondo sociale, di sviluppo regionale e fondi per l’agricoltura) – ha aggiunto – pensiamo di intervenire sull’economia, sia con interventi territoriali che su filiere produttive collocate all’interno della regione». Il dirigente di palazzo Donini Lucio Caporizzi ha poi spiegato che per quanto riguarda il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, «utilizzato sostanzialmente per aiuto alle imprese, infrastrutture, ambiente, beni culturali) c’è una concentrazione che riguarda l’80 per cento delle risorse verso 4 obiettivi tematici: ricerca, sviluppo economico, innovazione; agenda digitale; competitività dei sistemi produttivi; energia sostenibile (efficienza energetica rinnovabile). Nel Fondo sociale europeo è previsto un analogo criterio di concentrazione per cui l’80 per cento delle risorse va riservato a 4 priorità di investimento, però da scegliere direttamente a livello regionale».

L’unica chance Usare adeguatamente queste risorse come volano di sviluppo dovrà essere la missione fondamentale, cercando contestualmente di chiudere al meglio la fase di programmazione che si conclude proprio nel 2013. I settori di intervento, come visto, saranno pochi e su di essi saranno concentrate le risorse. «Serve una forte discontinuità», ha scritto la giunta nel Dap dove si aggiunge proprio che «l’unica chance» per l’Umbria è «la prossima fase di programmazione comunitaria».

Marini: rispettati obiettivi di spesa La presidente poi, oltre sottolineare che il ritardo sui tempi è dovuto a responsabilità che stanno a livello europeo, ha riferito che a breve a palazzo Cesaroni verrà consegnato il documento con tutti gli interventi svolti nell’ambito della precedente programmazione 2007/2013: 600 i milioni spesi tra Fondo regionale (348) e quello sociale (250). «L’Umbria – ha detto Marini – ha rispettato gli obiettivi di spesa. È chiaro che la programmazione ha risentito di quanto accaduto dal 2008 in poi, con il Fondo sociale europeo che ha dovuto quasi ‘cambiare pelle’ nella gran parte del suo utilizzo intervenendo in forme aggiuntive sulla cassa integrazione in deroga, sulla formazione dei cassaintegrati ed altri contesti legati strettamente alla crisi economica ed occupazionale». Da qui a luglio, ha assicurato il presidente della Commissione Chiacchieroni, verrà avviato il confronto istituzionale «con le forze produttive e sociali dell’Umbria: è – ha detto – il capitolo più importante di questa legislatura».