Scintillle elettorali. Da una parte il candidato sindaco Nando Mismetti attacca Sel che alla corsa per il Palazzo si presenta in solitaria con l’ex assessore Elisabetta Piccolotti, dall’altra l’aspirante prima cittadina sostenuta da tutto il centrodestra Stefania Filipponi che si scaglia contro il Pd con accuse pesantissime. Si scalda l’atmosfera elettorale nella città della Quintana dove, a poche ore dalla presentazione delle 18 liste che sostengono i 7 candidati sindaci, si registrano le prime schermaglie.
Mismetti contro Sel Ad aprire le danze con un post su Facebook, poi rilanciato con una nota stampa, è il sindaco uscente a caccia del secondo mandato Mismetti. La stilettata è tutta rivolta a Sel, un tempo alleato oggi avversario. «Due esponenti di Sel Foligno, Gianni Furiani e Giovanna Galli, risultano candidati a Spoleto, nella coalizione di centrosinistra, composta anche da forze centriste, a sostegno del democratico Dante Andrea Rossi che, come noto, non è stato scelto con le tanto sbandierate primarie di coalizione, che a Foligno erano per Sel un fatto di democrazia e primaria importanza». Ergo: «Siamo di fronte alla dimostrazione palese della totale incoerenza e mancanza di dignità politica di Sel Foligno che testimonia concretamente come la richiesta di primarie nella nostra città sia stata solo una banale scusa per far largo a un disegno preordinato, all’origine della candidatura di Piccolotti ci sono soltanto ambizioni personali».
La replica di Sel non si è fatta attendere: «Il nervosismo di Mismetti è probabilmente causato dal consenso che sente crescere intorno alla sincerità con cui stiamo spiegando agli elettori le nostre ragioni, a partire dalla nostra scelta di non partecipare ad una coalizione che si è presentata alla città dicendo ‘negli ultimi cinque anni è andato tutto bene, avanti così». Poi l’affondo sui due candidati a Spoleto: «Mismetti si è rifiutato di sottoporsi a qualsiasi processo di scelta democratico e omette di ricordare che nella città del Festival, a differenza di Foligno, è stata avanzata una proposta di cambiamento, presentando un nuovo candidato sindaco, nonostante quello precedente Daniele Benedetti fosse al primo mandato, mentre Mismetti ci ha detto per settimane che non era possibile negare un secondo mandato a chi aveva appena concluso il primo».
Filipponi: «Promesse e soldi per accaparrarsi voti» Tiene alti i toni anche la candidata civica della coalizione di centrodestra Filipponi: «La grave crisi economica che ha ridotto tante famiglie in condizioni disperate avrebbe dovuto toccare la coscienza di chi invece si presenta come Cetto Laqualunque, approfittando delle difficoltà delle persone promettendo posti di lavoro e facili assunzioni. In una città sempre più povera – prosegue – anche il mercato elettorale si adegua: comprarsi un candidato e un voto a liste presentate costa poco, basta una promessa o al massimo 50 euro».
Pd: «Si rivolga alla magistratura»A replicare all’avvocatessa che conta sull’appoggio di 7 liste è direttamente la segretaria del Pd Patrizia Epifani, entrambe già protagoniste di un botta e risposta: «Filipponi riferisce di oscure manovre di campagna elettorale dove si promettono posti di lavoro speculando sulle necessità delle famiglie in crisi, riteniamo – afferma – che la candida se fosse in possesso di prove dovrebbe rivolgersi subito alla magistratura per denunciare questi episodi invece di sparare nel mucchio e invelenire il dibattito democratico della campagna elettorale. Il Pd e la coalizione di centrosinistra – conclude – si riservano di tutelare la propria immagine e quella dei propri candidati nelle sedi opportune».
