Trasparenza e impegno contro la corruzione. Questi i temi al centro di una petizione di Libera e Gruppo Abele, presentata sabato a Perugia, con la quale si chiede a tutti i candidati a Camera e Senato per le elezioni del 24 e 25 febbraio di sottoscrivere «cinque impegni stringenti contro la corruzione». Libera e Gruppo Abele chiedono ai candidati di «inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”».
I punti Gli altri punti riguardano la pubblicazione del curriculum con l’indicazione di tutti gli incarichi professionali ricoperti, la dichiarazione sulla propria situazione giudiziaria, patrimoniale e reddituale e i potenziali conflitti di interesse attinenti anche congiunti e familiari. Un «sì» alla petizione è arrivato da due candidati del Partito democratico come Marina Sereni e Walter Verini: «Lo abbiamo sottoscritto – spiegano in una nota – perché la lotta alla corruzione, la trasparenza nell’esercizio del governo della cosa pubblica e l’onestà personale sono le fondamenta su cui poggia la nostra scelta di fare politica e la nostra prassi quotidiana».
Il sì di Sereni e Verini «Moralità, pulizia e onestà – prosegue Sereni – sono valori che dovrebbero avere nella politica il massimo della realizzazione. Non esiste nessun bene comune, nessun interesse generale, nessuna vera democrazia, se non ci sono legalità, rigore e trasparenza». «Un uomo pubblico, un rappresentante delle istituzioni – conclude poi Verini – ha il dovere, ancora più di ogni cittadino di adottare comportamenti rigorosi, rispettosi delle regole. E’ decisivo inoltre combattere il cancro della corruzione nella pubblica amministrazione, oltre che per elementari questioni di moralità ed etica, anche come grande occasione per politiche di equità e di crescita economica e sociale dell’Italia, cui il fenomeno della corruzione sottrae ogni anno centinaia di miliardi di euro».

