di Daniele Bovi
Nessun allarmismo, anzi, il Pd «è in salute e in forma, e lo saremo anche nelle prossime due settimane». Parola del segretario regionale del partito Giacomo Leonelli che martedì mattina, insieme ad alcuni membri della segreteria (Marco Gambuli, Andrea Pensi, Gionata Moscoloni e Alessia Dorillo) ha provato a mettere in fila i numeri e a dare la sua lettura. «Abbiamo vinto in moltissimi comuni – ha detto – alcuni li abbiamo riconquistati e là dove eravamo opposizione, come a Bastia e a Orvieto, siamo andati molto bene. A Orvieto ci sono mancati 23 voti». Poi il capitolo ballottaggi, «ampiamente previsti perché con tre ‘poli’ è normale andare sotto il 50%». Insomma niente paura: «A Perugia e Terni partiamo con oltre 20 punti di vantaggio, distacchi imponenti anche in termini assoluti».
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Distacchi «E poi – aggiunge – noto toni trionfali da parte del centrodestra che ha perso come coalizione 12 punti percentuali e noi 5. Per altro la somma farebbe il risultato dei 5 Stelle. Distacchi imponenti ci sono anche a Foligno e Spoleto, mentre a Bastia (dove Carosati ha preso il 39% e il centrodestra di Ansideri il 46%, ndr) saremo competitivi, ce la possiamo giocare». Sempre in tema di ballottaggi Leonelli allarga lo sguardo e indica a nord, dalle parti di due città rosse come Modena e Livorno che andranno anch’esse al secondo turno. «Per leggere questi risultati – dice – servono gli occhiali di oggi e non del 2009, le dinamiche locali si inseriscono in quelle nazionali. Non siamo un caso a parte». Per quel che riguarda Perugia Leonelli parla di un esito «prevedibile», di un Boccali che nonostante il calo di preferenze (11.500 in meno) non esce ridimensionato.
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PERUGIA, LE PREFERENZE
I fattori Di sicuro sull’esito ha pesato il ko di tutto ciò che sta a sinistra del Pd, passato dai 10.700 voti circa del 2009 di Prc, Pdci e Idv ai 2.700 attuali, 4.300 se si considera Sel: «Un risultato il loro – commenta – non lusinghiero. Ci aspettavamo qualcosa in più». Sul risultato ha influito poi il fatto che alcuni candidati come Waguè o Barelli, guardano decisamente più al centrosinistra che al centrodestra. Leonelli non è spaventato neppure dal calo dell’affluenza (dal 78% al 69,7%, ovvero 11 mila perugini in più sono rimasti a casa): «Rispetto ad altre regioni – dice – abbiamo retto, siamo in linea col resto del Paese». Da non dimenticare infine la crisi economica, che ha ‘punito’ quasi tutti i sindaci uscenti. «Un nostro sondaggio – spiega – ci dice che era il lavoro il tema più sentito. Spesso intorno ai sindaci si concentrano aspetattive che vanno oltre le loro competenze».
TERNI, CACCIA AI VOTI PER IL BALLOTTAGGIO
Europee Sul tavolo del segretario ci sono anche i numeri delle europee, che consegnano al Pd un risultato ben oltre le aspettative (in Umbria si è toccato il 49%). «Vincente – commenta – è stato il tema del ‘derby’ tra rabbia e speranza, questo messaggio ha pagato tanto che siamo andati anche oltre i confini del centrosinistra. L’effetto Renzi insomma c’è stato e quello di domenica è stato anche un voto per le riforme». Per queste ultime due settimane la segreteria promette una «campagna all’attacco e senza allarmismi, i distacchi ci fanno ben sperare». «Sarà importante – dice – interloquire coi cittadini che non hanno corpi intermedi. Apparentamenti? Valuteremo insieme ai territori, non sono cose che si decidono a livello regionale».
Regionali Chiuso il dossier amministrative dopo l’8 giugno, anche se «senza fretta» bisognerà aprire quello delle regionali 2015 per le quali Leonelli non esclude anche il ricorso alle primarie: «Non abbiamo nessuna preclusione – dice – vedremo qual è la soluzione migliore per vincere». Con grande soddisfazione, ovviamente, Leonelli guarda quelli che nel partito hanno con ogni mezzo combattuto Renzi e ora festeggiano per una vittoria che è sostanzialmente una vittoria del premier: «Io – dice sul punto – l’ho sostenuto fin dall’inizio e quindi sono contento, abbiamo guadagnato 15 punti in più rispetto allo scorso anno nonché la stima e la fiducia di quelli che non hanno condiviso quei contenuti. Tutto ciò dimostra la bontà della linea politica che ho sposato».
Twitter @DanieleBovi
