di Daniele Bovi
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«Abbiamo fatto campagna nel nostro mondo ed è quello lì che ha votato per noi, non abbiamo preso voti a Udc e Fli anche perché il nostro non è un movimento centrista ma riformista. Oggi, come ha spiegato Monti, la contrapposizione vera è tra riformisti e conservatori». A spiegarlo, circondata dagli altri candidati e dallo staff che ha gestito la campagna è Adriana Galgano, eletta con Scelta civica alla Camera dei deputati. Una Galgano che a mente fredda, a 24 ore dalla chiusura dei seggi, respinge le accuse secondo le quali il Professore, in Umbria come nel resto d’Italia, ha fagocitato Udc e Fli inchiodate anche qui a percentuali da prefisso telefonico: «Noi – spiega – col loro risultato non c’entriamo e non abbiamo fatto campagna sui voti centristi. Una parte dei voti li abbiamo presi anche al Pdl ma soprattutto in quei mondi a noi vicini: penso all’imprenditoria, all’università e alle professioni». Insomma, «in tutti quegli ambienti dove viviamo e lavoriamo».
Linea riformista Sui perché del flop di Fini e Casini la neo-deputata, proveniente dalle fila renziane, azzarda un’ipotesi: «Rispetto agli altri partiti – osserva – Fli e Udc hanno votato tutte le riforme di Monti, anche quelle che potevano danneggiare il loro elettorato che, forse, non ha approvato questa linea riformista». Da parte loro invece i montiani spiegano che ogni loro voto è costato caro in termini di fatica: «Tutti ci hanno attaccati – spiegano – ed è stata una campagna faticosa con centinaia di contraddittori. Ogni voto ce lo siamo conquistati parlando con le persone. Venivano ai nostri appuntamenti e contestavano quanto fatto dal governo Monti, mentre dal dibattito è sparito cosa non è stato fato negli ultimi dieci». «Per noi – spiega Galgano – ha votato quella parte di società libera e riformista, ma forse non è passato il messaggio di una forza impegnata per fare le riforme».
Un mondo nuovo Il voto consegna un’Umbria diversa e «un mondo nuovo da interpretare» dove Scelta civica ha intenzione di mettere radici. Daniele Morini, eugubino doc, spiega che in quel comune dove Sc raggiunge il massimo regionale (10,6%) è già partito il corteggiamento («Lucio Lupini mi ha già mandato un sms per sapere quando ci possiamo vedere»), mentre Galgano e Linda Lanzillotta, eletta al Senato dove Monti raccoglie l’8,3% (un soffio oltre la soglia di sbarramento) promettono che saranno molto presenti in Umbria. Tutto ciò mentre Scelta civica si dà come orizzonte la prossima tornata amministrativa del 2014 e le regionali del 2015. Insomma, i montiani umbri vogliono mettere radici.
Razionalizzazioni Collegata telefonicamente da Roma Linda Lanzillotta conferma il suo «impegno per costruire un progetto politico anche in Umbria. La prima cosa da fare sarà ottenere investimenti in banda larga al posto di una spesa pubblica inutile». Qualche esempio? «La miriade di soggetti pubblici – dice – che non hanno ragione di esistere, i consorzi e così via. Insomma, serve una ampia e profonda spending review». Interpellata a proposito di una possibile abolizione della Provincia di Terni però Lanzillotta frena: «Occorre razionalizzare – dice – e correggere il Titolo V della Costituzione. In una regione così piccola però di certo la frammentazione è una cosa non appropriata».
Ronconi: risultato insoddisfacente Dal fronte Udc invece c’è delusione e Maurizio Ronconi parla senza girarci intorno di «risultato insoddisfacente» mentre è «apprezzabile» quello di Scelta civica. L’Udc, secondo Ronconi, «ha pagato la presenza del simbolo solo alla Camera e una obiettiva contiguità con la Lista Monti». Congratulazioni invece «all’alleata Lista Civica – scrive Ronconi – per il bel risultato ottenuto alla Camera dei deputati. C’è da cominciare da questi risultati per cotruire il partito dei moderati umbri che sappia interloquire con sempre maggiore disponibilità con la società regionale».
