Lamberto Bottini

di Iv. Por.

Politica in sofferenza e i cittadini che ne marcano le distanze. Lamberto Bottini nella diretta con Umbria24 fotografa così l’esito, parziale, delle elezioni politiche. Il segretario dimissionario invita ad aprire un dialogo con chi sarà in Parlamento. Intanto sul futuro del Pd umbro: «Riflessione in tutto il paese».

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Come giudica questi risultati?

Il primo commento è che bisognerà vedere che tipo di assetto parlamentare determina questo voto, è ancora in itinere lo spoglio. Indubbiamente c’è un  risultato che evidenzia un voto di protesta e proposta. Noi abbiamo fatto una proposta per il paese, che si incentrava soprattutto sull’ Italia, per tornare a crescere. Dal voto questa proposta non è stata sconfessata, certo non ha avuto la stabilità che gli serviva. Sono  anni che la politica è in sofferenza, come lo sono i partiti, e questo è stato il momento in cui i cittadini hanno marcato una distanza significativa. Resta però nei cittadini una voglia importante di partecipare e contribuire a una Italia differente a quella che abbiamo visto negli ultimi anni. Ma le difficoltà non si superano in maniera molto veloce. Serve incentivare il dialogo per uscire da questa crisi.

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Girlanda parlava di dialogo tra Pd e Pdl, lei lo aprirebbe o preferirebbe un ritorno alle urne?

In questo momento non scommetterei su niente. Probabilmente il Pd sarà il primo partito in termini di voti assoluti a camera e senato che abbiamo cercato di cambiare e non ci siamo riusciti. In Francia con i numeri più piccoli Hollande ha la maggioranza assoluta. Un punto c’è all’ordine del giorno: cambiare legge elettorale, rendendo davvero un servizio al paese.

Lei è arrivato dimissionario, ora si parla di congresso in Umbria. che fase si apre?

Quando ho dato le dimissioni era a valle di una consultazione interna, poi mi hanno chiesto di tornare, sapendo che c’era un Pd impegnato in campagna elettorale. Oggi si apre una riflessione in tutta Italia, non solo in Umbria. Oggi l’agenda è scandita da altre esigenze. E le esigenze di un grande partito come il Pd, quelle interne, passano in secondo piano rispetto a quelle del Paese.  Il resto sarebbe divagare.

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