La sortita del segretario regionale della Lega Virginio Caparvi, sulla ricandidatura di Leonardo Latini sindaco di Terni, non solo ha destabilizzato gli equilibri di coalizione nel centrodestra, ma risulta in evidente controtendenza rispetto alla pancia degli iscritti al Carroccio. Lo dimostra il fatto che l’attuale segretario ternano del partito di Salvini è Devid Maggiora, uno dei sei consiglieri comunali ‘in rivolta’ contro primo cittadino e giunta. Maggiora è infatti tra coloro che da qualche settimana a questa parte boicottano l’azione amministrativa di Palazzo Spada astenendosi dall’esercizio del voto sugli atti che passano per i banchi dell’assise cittadina.
Carroccio in crisi Il segnale è evidente: la Lega è spaccata al proprio interno e la posizione del sindaco in ottica ‘bis’ è notevolmente indebolita, tanto più se le fughe in avanti di Caparvi non sono condivise con gli alleati di governo. Come sottolineato duramente da Fratelli d’Italia, partito, dato il consenso, nelle condizioni di fare voce grossa sugli altri, «sono finiti i tempi dove si candidavano i sindaci senza consultare la coalizione facendoli salire sulla fioriera di qualche piazza». I Meloniani, che hanno annunciato a ore la loro decisione, nella giornata di martedì incontreranno i vertici di partito a Roma e probabilmente concerteranno in quella sede la strategia.
Coalizione compromessa Nel frattempo Forza Italia e civici di area restano alla finestra nella speranza di poter contare ancora su un centrodestra unito. Viste le circostanze, resta sempre in campo l’ipotesi che Latini possa fare un passo di lato per lasciare il posto a un altro leghista o favorire l’accesso alla candidatura all’Orlando Masselli di turno. La situazione resta fluida ma, salvo ulteriori sorprese, entro fine settimana si dovrebbe decidere.
