di Marta Rosati

«Fieri di appoggiare una candidatura autorevole, forte di conoscenze e competenze delle quali Terni può fare tesoro». Questo lo spirito di fondo che anima il Pd ternano quando parla dell’aspirante sindaco José Maria Kenny che tiene a precisare come la sua sia una figura della società civile. Così ha voluto via Mazzini: «Ritenevamo – ha spiegato sabato mattina il segretario dell’Unione comunale Pierluigi Spinelli – che fosse l’unico modo per tentare la costruzione del campo largo». L’intesa col Polo alternativo che sostiene Fiorelli però come noto non è stata raggiunta e a nulla sono valsi i tentativi last minute di raggiungere accordo con gli Innovatori. In casa Kenny, oltre a Pd, Si, Psi e Verdi, negli ultimi giorni ha trovato spazio solo Azione.

Pd Terni alle elezioni amministrative La presentazione della lista Dem si è tenuta il 15 aprile da Bloom-spazio condiviso ed è un appuntamento che precede il focus sul programma di Kenny in programma per lunedì 17 alle 17 nella sala consiliare del Comune di Terni. Spinelli, nell’elencare i nomi dei cittadini che si sono messi a disposizione ha sottolineato in particolare il suo impegno in prima fila, quello della dottoressa Maria Grazia Proietti, quello dei consiglieri uscenti Tiziana Deangelis e Francesco Filipponi e quello del segretario della Giovanile Dem Luca Serantoni. Tra gli aspiranti consiglieri – è stato spiegato -, tanti i mondi della società civile rappresentati, si va dal volontariato alla piccola imprenditoria, fino alle professioni sanitarie, non manca un avvocato, operaio, impiegati e consulenti del lavoro (qui tutti i nomi). Il segretario Spinelli nel suo intervento non ha risparmiato parole aspre contro la passerella del ministro Urso e nei confronti di due competitor in questa sfida elettorale, in particolare Bandecchi e Masselli: «Ci hanno riempito le orecchie di promesse non mantenute e rispetto all’amministrazione uscente non può che essere considerata come un fallimento la mancata ricandidatura del sindaco a fine mandato Leonardo Latini».

José Maria Kenny Da parte sua il candidato sindaco, nel tracciare una breve biografia personale, parlando dei polimeri ha sintetizzato ‘alla ternana’: «Sono un plasticaro’, profondamente legato a questa città. Nel ’92 ha scelto Terni, oggi corre per farsi scegliere da Terni. Qui ha fondato un gruppo di ricerca accademico sulle tecnologie dei materiali per diverse applicazioni avanzate (dall’aerospazio al packaging alimentare); ha coordinato diversi progetti di ricerca ed è a capo del Centro europeo sulle nanotecnologie dei polimeri con sedi a Terni, Firenze, Madrid e Lione; dal 2015 al 2021 ha ricoperto l’incarico di addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires in Argentina. Impegnato in politica come indipendente nelle liste dei Ds (1997-99 e 2004-05), ha poi abbandonato la politica per dedicarsi esclusivamente al lavoro ma oggi vuole mettersi al servizio della cittadinanza ternana. Vanta la formazione di numerosi ingegneri che oggi hanno ruoli apicali nelle principali industrie del territorio e non solo.

Ministro Urso Lo stesso Kenny rispetto alla visita del ministro Urso di venerdì ha detto: «Il solito refrain delle colpe attribuite ad altri, con l’obiettivo di sviare l’attenzione dalla vera mancanza, cioè il tanto declamato ‘Piano nazionale per la siderurgia’, che proprio il ministro Adolfo Urso dovrebbe redigere con il suo governo; invece viene evocato come una chimera, tanto che ancora manca all’appello. E intanto l’Accordo di programma che il gruppo Arvedi reputa necessario per sbloccare il miliardo di euro di investimenti sfuma nelle nebbie. Questo è ciò che rimane dalla visita del ministro Urso a Terni. Un appuntamento esclusivamente elettorale che ai ternani non aggiunge nulla, se non la solita stanca litania delle promesse d’impegno e di buoni propositi. A Terni invece ci aspettiamo i fatti per cambiare davvero marcia, per riconvertire e diversificare il sistema industriale e locale, rafforzando la vocazione industriale del territorio».