L’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità, con 11 voti favorevoli espressi dalla maggioranza mentre l’opposizione non era presente in aula, la mozione che impegna la Regione ad avviare un percorso strutturato di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. L’atto, presentato dalla consigliera del Partito democratico Maria Grazia Proietti e sottoscritto da esponenti di Pd, Avs, M5s e Udpp, punta a rafforzare la prevenzione culturale come strumento centrale nel contrasto alla violenza di genere.
Il testo La mozione prevede l’istituzione di un tavolo tecnico tra vari assessorati – istruzione, sanità, pari opportunità – con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale, delle università, dei centri antiviolenza e delle associazioni competenti, incaricato di elaborare linee guida regionali in attuazione della Convenzione di Istanbul e delle strategie europee sulla parità di genere. Il testo chiede inoltre di integrare nel programma regionale 2026 un capitolo dedicato alla prevenzione culturale, con risorse vincolate e monitoraggio annuale, di garantire una copertura omogenea dei progetti su tutto il territorio e di inserire la tematica nei piani formativi del personale scolastico, prevedendo anche un osservatorio regionale permanente per il monitoraggio delle politiche educative.
La legge Il provvedimento arriva mentre a livello nazionale il dibattito sull’educazione affettiva e sessuale è tornato al centro dell’agenda, dopo le modifiche al disegno di legge presentato dal ministro Valditara. Il testo, inizialmente caratterizzato da un divieto ai percorsi nelle scuole medie, è stato rivisto, ma mantiene l’obbligo del consenso informato scritto delle famiglie, elemento che secondo molte realtà rischia di frenare la diffusione effettiva dei progetti. L’Italia, ricorda la mozione, resta in ritardo sull’applicazione della Convenzione di Istanbul e sulle indicazioni europee che riconoscono questi percorsi come strumenti essenziali di cittadinanza e prevenzione.
La discussione In aula, Proietti ha richiamato le parole di Gino Cecchettin per sottolineare la necessità di interventi culturali di lungo periodo, ribadendo che la scuola è il primo spazio in cui si imparano il rispetto e la reciprocità. «Con questa mozione – ha dichiarato la consigliera – l’Umbria sceglie di investire sulle nuove generazioni, perché la violenza non si combatte solo con le norme ma cambiando la cultura che la rende possibile». Proietti ha inoltre definito «un segnale non positivo» l’assenza dell’opposizione al voto, sottolineando l’urgenza di un impegno condiviso su un tema che riguarda l’intera comunità.
I firmatari Soddisfazione è stata espressa anche dagli altri firmatari. Fabrizio Ricci (Avs) ha parlato di «un atto che segna un passo avanti concreto, perché mette finalmente a sistema ciò che per anni è stato lasciato all’iniziativa dei singoli istituti». Bianca Maria Tagliaferri (Udpp) ha definito la mozione «uno strumento necessario per garantire ai giovani un’educazione completa, capace di prevenire stereotipi e discriminazioni». Letizia Michelini (Pd) ha sottolineato come «la prevenzione passi dal radicare nelle scuole una cultura della relazione sana e rispettosa: investire su questi percorsi significa investire sulla sicurezza e sul futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze».
