di M.R.
Incremento del traffico passeggeri presso l’Aeroporto di Perugia (da 141.408 passeggeri nel 2021 a 523.000 passeggeri nel 2023, con un incremento del +260 per cento); la realizzazione della piattaforma logistica di Terni-Narni con il potenziamento del collegamento ferroviario Orte-Falconara e, dunque, con i porti di Civitavecchia, Ancona e Marghera; il peso specifico delle cause tributarie gestite dagli uffici umbri (42 contenzioni per un valore totale di 167 milioni di euro gestiti dall’ufficio Dogane di Perugia a fronte dei 24 contenziosi, con un valore di 1,3 milioni di euro gestiti dall’ufficio di Firenze); l’importanza economica dell’export che ha visto nel 2023 gli Uffici di Perugia e
Terni gestire 1,5 miliardi di euro di esportazioni (a fronte di un totale regionale di
5,5 miliardi). Questi i fattori che la deputata pentastellata Emma Pavanelli mette in evidenza davanti al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, argomentando che, se presi in considerazione, avrebbero dovuto incidere in maniera decisiva evitando la soppressione dei presidi dell’Agenzia dogane e monopoli sul territorio umbro e, ancorpiù la sperequazione nella dislocazione territoriale degli uffici Adm tra Umbria e Toscana.
Adm La riorganizzazione, come noto, prevede un’unica lezione territoriale Toscana e Umbria con sede a Firenze; nell’ambito di tale nuova articolazione, a fronte di complessivi 8 uffici collocati nella regione Toscana, è previsto un ufficio antifrode Umbria avente competenza sul territorio regionale dell’Umbria e sede a Perugia e un unico ufficio AdmUmbria con sede a Perugia (per un totale di due uffici a fronte dei tre previsti nella
precedente articolazione territoriale, uno dei quali avente sede a Terni).
Pavanelli L’esiguità del presidio territoriale previsto per la regione Umbria a fronte di 92
comuni – denuncia Pavanelli – rischia di generare inefficienze nell’azione amministrativa e doganale; inoltre, la presenza di un unico ufficio Adm regionale e la contestuale riduzione
della dotazione organica si pone in contrapposizione con la oggettiva crescente esigenza di tutela da parte di operatori economici e cittadini e con la maggiore complessità delle richieste e delle normative. Con un’interrogazione, l’esponente del M5s chiede di sapere
se, in ragione delle evidenze rilevate in premessa, il Governo non ritenga di doversi attivare
affinché intervenga una nuova valutazione, prevedendo l’attribuzione di un rango più alto all’ufficio regionale, nonché l’istituzione di una direzione territoriale umbra autonoma rispetto a quella toscana.
