di Daniele Bovi
Le nubi sopra palazzo Donini, sede della giunta regionale, venerdì sono tornate a minacciare fulmini e temporali, ma il brutto tempo di queste ore non c’entra. Dopo la schiarita dei giorni scorsi, il barometro è tornato a segnare tempesta dopo la notizia che i decreti di nomina dei direttori regionali e di quelli di Asl e ospedali sono stati firmati nelle scorse ore. A tuonare sono i bocciani del Pd umbro che parlano di «forzatura», in special modo perché per lunedì è prevista la riunione del gruppo consiliare di palazzo Cesaroni e in serata la Direzione. Luca Barberini, impegnato nel pomeriggio in un incontro a Foligno in cui si è parlato di sanità insieme al presidente della commissione Sanità del consiglio regionale della Toscana Stefano Scaramelli, è su tutte le furie: «Sono amareggiato. Questa – spiega al Corriere dell’Umbria prima di entrare in sala – è l’innovazione praticata dalla presidente Marini. Non sfiduciamo nessuno, ma con queste condizioni non potrò essere portabandiera di un progetto di riforma che non condivido. Questa è una strada diversa. Hanno scelto di confermare i protagonisti di 20 anni fa. In bocca al lupo».
TUTTO SULLE DIMISSIONI DI BARBERINI
Atti dovuti Un incendio, dopo giorni di tregua, sul quale palazzo Donini prova a gettare un secchio d’acqua: «Si tratta – spiega una nota – di atti dovuti anche in considerazione degli adempimenti e delle scadenze contrattuali»; infatti i contratti dei direttori di Asl, Aziende ospedaliere e sanitarie scadono lunedì. E a proposito di questi ultimi palazzo Donini aggiunge che è stata «esclusivamente acquisita l’intesa con parere favorevole circa le nomine dei direttori delle due Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, Emilio Duca e Maurizio Dal Maso, da parte del Rettore». E infine ulteriore acqua sul fuoco: «Tutto ciò non intende pregiudicare in alcun modo il confronto politico in atto rispetto alle questioni poste dal dimissionario assessore regionale Luca Barberini».
L’OK DELL’UNIVERSITÀ E LA FIRMA DEI DECRETI
La segreteria Qualche ora prima, nella serata di giovedì, è andata in scena fino a notte fonda la segreteria regionale del Pd; organo guidato dal renziano Leonelli dove siedono, ovviamente, molti renziani che hanno deciso di non farsi più scippare alcune parole d’ordine come innovazione e cambiamento, in certi casi brandite da persone non esattamente di primo pelo. E così con un accordo largo che coinvolge anche tutte le minoranze sono stati stabiliti alcuni punti fermi: uno, chiamarsi fuori dalle lotte di potere; due, stop alle divisioni correntizie e, tre, ridefinizione di un ruolo forte del partito. Concetti che poi vengono messi in bella copia venerdì pomeriggio: «Bisogna riportare al centro – è detto in una nota – le questioni di merito, riaggiornare le priorità per la sanità regionale, fornire ai cittadini e agli elettori risposte all’altezza rispetto agli impegni presi» e nelle prossime ore verrà anche redatto un documento «per ricomporre un quadro di responsabilità».
PARLA BOCCI: «FRATTURA SI RICOMPORRÀ. SANITÀ? NON ME NE OCCUPO»
Leonelli e Rometti «Vogliamo indirizzare la discussione – assicura Leonelli – verso le le priorità e le proposte per il futuro. Veniamo da un quadro sostanzialmente positivo sulle politiche sanitarie ma ora è tempo di spingere sull’innovazione – è il mandato che ci è stato consegnato dagli elettori – e di aggredire molte delle problematiche emerse negli ultimi anni, migliorando l’organizzazione dei presidi sul territorio, affrontando il grande tema delle liste d’attesa, lavorando per un servizio complessivamente sempre più efficiente ed efficace». Acqua sul fuoco della crisi la buttano anche i socialisti, che con il consigliere regionale Silvano Rometti spiegano che «non va alimentato il sospetto di usare le istituzioni come terreno di scontro per fini che nulla hanno a che vedere con una corretta dialettica democratica. Per questo è necessario recuperare la volontà di parlare e se necessario scontrarsi su un terreno esclusivamente politico, dove il confronto possa svilupparsi intorno ad idee, programmi, progetti mirati alla crescita ed allo sviluppo della Regione, senza cedere a pericolose derive autoreferenziali».
Centrodestra in aula Dall’altra parte della barricata invece l’opposizione di centrodestra promette battaglia e martedì, giorno in cui si sarebbe dovuta tenere la seduta del consiglio regionale (saltata in attesa di un chiarimento nel Pd), promette che sarà comunque nell’aula vuota dalle 10.30 alle 18.30 «per rispettare, comunque e simbolicamente – dice il portavoce Claudio Ricci -, il mandato dei cittadini, esponendo un cartello con scritto “noi ci siamo per i cittadini”». Un centrodestra che chiede nuovamente alla presidente di venire in Aula a spiegare se esiste ancora oppure no una maggioranza per governare.
Twitter @DanieleBovi
