«Tutto il sistema istituzionale regionale sta affrontando uno sforzo rilevante per accompagnare il cambiamento tecnologico, organizzativo e culturale, finalizzato alla digitalizzazione dei Comuni e della Pubblica amministrazione e, per facilitare ed accompagnare i processi di innovazione, la Regione Umbria attraverso la legge regionale ‘8/2011’, ha stanziato un milione di euro»: è quanto ha affermato stamani a Perugia, l’assessore regionale all’Innovazione e ai Sistemi informativi, Fabio Paparelli, a conclusione dell’incontro di presentazione delle “Linee guida di funzionamento dello Sportello unico attività produttive ed edilizia”(Suape), realizzato nell’ambito del Programma di interventi per l’attuazione della legge regionale n. 8/2011 e che è stato pensato per semplificare le relazioni tra le imprese, i professionisti, i cittadini e la pubblica amministrazione. All’incontro, che si è aperto con il saluto il saluto del presidente di Anci Umbria, Wladimiro Boccali,sono intervenuti gli amministratori di molti Comuni umbri.
Premesse Le linee di funzionamento, sviluppate dalla Regione Umbria insieme ad un gruppo tecnico costituito da Anci Umbria, Scuola Umbra di Amministrazione pubblica Villa Umbra, Consorzio Sir, Centralcom e Webred, hanno lo scopo di definire i requisiti, le condizioni, i vincoli e le opportunità per l’attuazione del “Suape”, applicando i principi, i criteri e le regole tecniche previste da leggi regionali.
Programma di interventi «Relativamente all’amministrazione digitale – ha affermato l’assessore – nel 2012 è stato definito un Programma di interventi condiviso con gli enti locali, Anci Umbria e tutti i soggetti pubblici coinvolti per favorire la digitalizzazione dei Comuni del territorio. La prima fase del programma, per la quale la Regione Umbria ha impiegato risorse del Fondo pari a 500mila euro, è stata dedicata appunto all’attivazione nei Comuni dei servizi del ‘Suape’ (Attività Produttive ed Edilizia) in modo da favorire un’applicazione completa del processo di digitalizzazione e dematerializzazione, da riproporre successivamente anche in altri settori della pubblica amministrazione». Quest’attività pertanto, sarà di carattere abilitante e, di fatto, una palestra operativa utile alla successiva digitalizzazione degli altri servizi ed aggregazione per l’esercizio associato degli stessi.
Dtoo «Inoltre – ha sottolineato Paparelli – il Programma prevede che i Comuni partecipino al programma obbligatoriamente mediante partenariati di progetto coordinati da un Comune capofila ed organizzati sulla base della Dimensione Territoriale Ottimale Omogenea (Dtoo) approvata dal Consiglio per le Autonomie Locali per la costituzione delle Unioni Speciali di Comuni. I progetti dovranno essere definiti dai partenariati entro ottobre 2013 e quindi concludersi al massimo entro giugno 2014».
Approfondimenti L’assessore Paparelli, dopo aver ricordato che lo scorso dicembre, il Consorzio “Sir” ha pubblicato l’avviso non competitivo per il cofinanziamento ai Comuni di progetti di trasformazione organizzativa per l’attivazione dei servizi del ‘Suape’, al quale hanno aderito in totale di 77 Comuni su 92, per una popolazione di 814mila202 abitanti, quindi con una copertura del 90 per cento degli abitanti dell’Umbria, ha annunciato che «la Giunta regionale ha dato il via all’attuazione della seconda fase del Programma attraverso la pubblicazione di un nuovo avviso e con la copertura economica di altri 500 mila euro. La seconda tranche del Programma ha come obiettivo quello di favorire l’esercizio di servizi e funzioni associate da parte dei Comuni con premialità a favore esclusivamente di quei Comuni nelle cui aree territoriali siano stati approvati gli statuti delle Unioni speciali dei Comuni. Il completamento anche dei progetti della seconda fase dovrebbe chiudersi entro dicembre 2014 e sulla base dell’avviso da pubblicare entro il 2013».
Come fare Concludendo l’assessore Paparelli ha evidenziato come sia importante «non fermarsi più agli investimenti per le sole tecnologie, ma al contrario, la realizzazione dell’amministrazione digitale impone un cambiamento organizzativo e culturale che va gestito con la collaborazione di tutti i soggetti interessati dal fenomeno. Diventa cruciale, nel passaggio alla fase operativa – ha ricordato l’assessore – passare dalle implementazione tecnologica, alla trasformazione organizzativa e culturale, per un utilizzo efficace delle tecnologie, in grado di produrre snellimento, semplificazione e meno oneri per imprese e cittadini». «In proposito – ha concluso – la Regione ha individuato nelle ‘linee di funzionamento’ un riferimento regionale per tutti gli enti umbri” mentre, nell’ambito della più ampia strategia dell’Agenda digitale dell’Umbria, continua a potenziare e consolidare le infrastrutture tecnologiche ponendosi come obiettivo di lungo termine, quello di interconnettersi con le altre amministrazioni periferiche dello Stato e con gli enti di categoria».
