di Daniele Bovi
Qualche giorno per capire se lo strappo lacererà definitivamente la carne di un centrodestra già di suo non in salute oppure se si troverà una quadra sulle liste in grado di fare da balsamo; una manciata di ore per capire se si tratta di guerra a viso aperto oppure di ammuina. Per dirla con Michele Emiliano, candidato presidente per il Pd in Puglia, «bisogna vedere come va a finire: potrebbero mettersi d’accordo e potrebbe tranquillamente trattarsi di un modo per stare sui giornali tutti i giorni». In caso contrario, «il dramma politico sarebbe reale». Sabato i fittiani si sono dati appuntamento a Roma dove si è tenuta la convention dei «ricostruttori» all’indomani della promessa di dare vita, alle regionali, a liste autonome almeno in Umbria (con Pietro Laffranco candidato presidente), Veneto, Toscana e Puglia.
Fitto Una mossa che scaturisce, secondo quanto spiegano i fittiani, dall’intenzione di FI di escluderli dalle liste. «Attendiamo qualche giorno – ha detto Raffaele Fitto a margine dell’appuntamento romano – per capire se noi saremo esclusi dalle liste di Forza Italia e poi faremo le nostre valutazioni. Se dovesse essere confermata la nostra esclusione faremo valutazioni in tutte le direzioni». Per tutta la giornata da Forza Italia si è cercato di spargere balsamo sulle ferite: ci ha provato Giovanni Toti, «certo che non ci saranno epurazioni precostituite» così come Altero Matteoli. «Fitto – ha detto – parte da un presupposto sbagliato: non ci saranno epurazioni. Da lunedì il commissario regionale Vitali metterà mano alle liste e Fitto si renderà conto che si sbaglia. Spero ritiri la sua idea».
LO STRAPPO: «PRONTI A FARE NOSTRE LISTE»
Tutto aperto Un Matteoli che ha confermato come al momento un accordo vero e proprio c’è in Umbria, intorno al nome di Claudio Ricci, mentre «per il resto è tutto aperto». A guidare la possibile lista dei fittiani in Umbria potrebbe essere il deputato Pietro Laffranco, che tenterebbe così una nuova avventura dopo il 34 per cento raccolto nel 2005 contro Maria Rita Lorenzetti. Laffranco accoglie le parole dei colleghi di partito con molta prudenza: «Le rassicurazioni di Toti sul fatto che non ci saranno epurazioni precostituite dovranno misurarsi con la realtà: vedremo – dice – se si invertirà quel trend che negli ultimi giorni ha visto gli esponenti del partito vicini a Raffaele Fitto sempre più emarginati rispetto al tema della composizione delle liste per le regionali».
Ricci osserva Nel frattempo Ricci osserva la situazione facendo sfoggio di ottimismo e di equidistanza, spiegando che lui «non entrerà in alcun modo nelle normali dinamiche legate alla configurazione delle liste». Il 30 annuncerà i componenti di Umbria Popolare, che saranno 12 donne e 8 uomini («molti giovani, persone di buona volontà e legate al mondo delle professioni nonché imprenditori»), sottolineando anche che in caso di vittoria le deleghe complessive distribuite agli assessori (Raffaele Nevi sarebbe il vicepresidente) saranno in tutto quindici «anziché le attuali circa 70, così da risparmiare ed essere più concreti ed efficienti».
Arriva Meloni A dar man forte a Ricci martedì ci penserà Giorgia Meloni, in Umbria per due appuntamenti in cui presenterà le proposte di FdI sull’immigrazione. Il primo appuntamento è alle 12 a Perugia dove, alla sala della Vaccara, in una conferenza stampa insieme a Ricci presenterà il simbolo del partito. Poi alle 15.30 tappa a Terni, a palazzo Spada, dove spiegherà cosa il partito vuol fare sull’immigrazione.
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