La discussione sul Dap 2011 riprenderà martedì mattina

E’ stato interrotto alle 18 di lunedì pomeriggio il dibattito sul Dap 2011, che riprenderà martedì mattina alle 10 con l’intervento della presidente Marini, le dichiarazioni di voto e la votazione finale. Saranno poi discussi gli altri punti all’ordine del giorno, ovvero la Commissione d’inchiesta sulle tossicodipendenze e la nomina componenti Corecom. Il dibattito in aula è andato avanti con toni accesi tra maggioranza di centrosinistra e opposizione.

Dibattito acceso Il capogruppo dell’Idv Oliviero Dottorini ha sottolineato come «abbiamo indicato priorità su non autosufficienza, cure intermedie, assistenza domiciliare. C’è ancora da mettere a sistema le opportunità dei settori ambiente e cultura puntando a produzioni di qualità. Sui trasporti pubblici, sarebbe importante integrare l’orario con i servizi privati. Restano questioni ancora aperte. Siamo perplessi sulla agenzia forestale regionale che potrebbe trasformarsi in un ennesimo baraccone». Per il capogruppo Pdl Raffaele Nevi «la maggioranza manca di una visione comune: l’Idv ha appena detto che voterà il Dap, ma non è d’accordo sui suoi contenuti». «Il mondo delle imprese intanto – ha aggiunto – chiede da tempo concretezza e tempi certi, non rinvi sine die delle questioni più delicate, a partire dalla sanità».

Secondo il capogruppo Udc Sandra Monacelli in Umbria «occorre un nuovo modello di welfare, che permetta di superare la crisi e vada oltre senza abbandonare nessuno alla deriva e la famiglia deve rappresentare la prima priorità». Andrea Smacchi (Pd) ha giudicato positivamente gli interventi anticrisi, «ma ora – ha detto – sono necessarie misure di rilancio». Per Alfredo De Sio (Pdl) «questo documento annuale di programmazione doveva segnare l’inizio della nuova legislatura con un cambio di passo, mostrando discontinuità con il passato, ma non ci pare tale. Semmai – ha aggiunto – nel documento c’è il tentativo di spostare fuori, lontano da qui, le cause che hanno scatenato la crisi attuale, ma noi sappiamo che sono qui da anni, ed hanno portato più povertà e servizi meno efficienti, provocando il ritardo della nostra regione rispetto alle altre regioni italiane».

Il no della Modena, il sì con riserva di Buconi «Per la prima volta il centrodestra – ha detto la portavoce dell’opposizione Fiammetta Modena – si è presentato al confronto sul Dap con una propria proposta alternativa, scaturita soprattutto dal fatto che a otto mesi dal suo insediamento, la giunta ha proposto un Dap con quadri di riferimento non rispondenti alla realtà». Il tira e molla nella maggioranza invece non è piaciuto al socialista Massimo Buconi, che in aula ha rimarcato di non essere soddisfatto «del confronto che ha preceduto la formulazione del Dap né dei suoi contenuti definitivi, in quanto si è perpetuata una logica contrattualistica, specie sulle scelte fondamentali». «Noi, il nostro gruppo – ha detto poi Buconi -, non pensa che se noi non facessimo parte della maggioranza, l’Umbria non andrebbe avanti: non vorrei – ha detto Buconi – che qualcuno lo pensasse, adottando ad ogni passo, una sorta di politica ricattatoria. E’ una questione di lealtà: non si può continuare ad assaltare questa ‘diligenza’, né fare il gioco al massacro di indebolire gli altri alleati per rinforzare se stessi». Sulla questione rifiuti, Buconi ha rilevato che «qualcuno, sul fatto della differenziata e della termovalorizzazione, ha voluto soltanto ‘marcare il territorio’. Oggi i maggiori nemici dell’ambiente sono coloro che non si rendono conto che in ogni momento sui rifiuti anche l’Umbria potrebbe essere in emergenza».