di Daniele Bovi
Le parole d’ordine sono tre: risparmio, crescita e sviluppo. Tre direttrici che la giunta regionale, nell’attesa seduta di venerdì pomeriggio, ha declinato adottando un ampio pacchetto di provvedimenti, alcuni noti da tempo. «E’ chiara a tutti – spiega la presidente in una nota – la difficile situazione in cui si trova il Paese, per cui sono necessarie misure straordinarie che per un verso ci mettano nelle condizioni di affrontare il bilancio del 2012 della Regione con alto senso di responsabilità, e per l’altro verso garantiscano ai cittadini ed alle famiglie adeguati livelli di welfare e sanità. Per favorire la ripresa economica e lo sviluppo, alle imprese, dalle grandi alle piccole e medie, si offrono opportunità di investimenti e garanzie maggiori per l’accesso al credito».
IN ANTEPRIMA IL DOCUMENTO ANNUALE DI PROGRAMMAZIONE 2012
Blocco delle assunzioni Sul fronte del contenimento della spesa l’esecutivo ha deciso di procedere, come già noto, con il blocco delle assunzioni che riguarderà non solo la Regione ma anche gli enti e le agenzie partecipate. Eventuali collaborazioni, a tempo determinato, potranno essere approvate solo con fondi extrabilancio e previa autorizzazione della giunta, mentre le procedure concorsuali verranno uniformate tra i vari enti.
Via al 118 unico Corposo il capitolo che riguarda la sanità. Si parte con l’approvazione definitiva della centrale unica del 118: addio alle tre sedi, tutto verrà accentrato al Santa Maria di Perugia. Entro marzo verranno adeguati tutti gli impianti tecnologici in vista dell’attivazione di giugno: risparmio stimato, 1,4 milioni di euro. Sul fronte degli acquisti abolita l’Agenzia Umbria sanità, mentre alle Asl verranno consegnate linee guida per il contenimento della spesa. Uno studio di fattibilità si occuperà invece della riorganizzazione della logistica dei magazzini (farmaci, presìdi, beni economati), mentre un altro si occuperà di assicurazioni sanitarie. Addio al sistema attuale, che costa 26 milioni all’anno, e via ad un fondo rischi per risarcimenti diretti da parte del Ssn. Il primo studio dovrà essere pronto a febbraio, il secondo a marzo.
IL PIANO DI INTERVENTI FINANZIATO DAI FAS
Credito Liquidità nel sistema Umbria verrà poi pompata grazie ai fondi Fas e ai 253 milioni di sui si era già parlato nelle settimane scorse. Sbloccati poi altri 37 milioni, derivanti dalla precedente programmazione 2000-2006. Il credito, come mostra la bozza di Dap 2012, è una delle preoccupazioni più forti. Lo strumento per immettere liquidità sarà l’aumento di capitale (o il prestito subordinato) di Gepafin per una cifra tra i 5 e i 10 milioni e il rafforzamento dei Confidi con cinque milioni. Un milione sarà destinato al Consorzio fidi regionale per operazione di controgaranzia. Secondo i calcoli della giunta, il complesso delle operazioni messe in cantiere vale qualcosa come 20 milioni.
Infrastrutture Importanti le cifre messe a disposizione di capitoli importanti come le infrastrutture. Secondo i calcoli della giunta ci sono 86 milioni che serviranno a numerosi interventi. Con 9,6 milioni verrà finanziato un piano di 54 piccole opere i cui progetti sono stati presentati dai Comuni. Altre risorse sono state liberate per le piattaforme logistiche di Terni e Città di Castello e per l’ammodernamento delle reti ferroviarie, mentre sono stati confermati i 3,8 milioni per l’eliminazione del passaggio a livello di Centova, a Perugia.
Agricoltura e green economy Per tutto il settore agroalimentare ci sono bandi per l’innovazione e la ricerca, mentre per la banda larga sono stati assegnati 3,6 milioni a Centralcom. Altri bandi importanti, come già spiegato nel Dap, sono rivolti alle imprese allo scopo di sostenere l’uso e la produzione di energia da fonti pulite. Una parte dei 20 milioni complessivi è destinata anche agli edifici di proprietà comunale per l’installazione di impianti per la produzione di energia pulita. In tempi bui soldi ci sono anche per la cultura, con il finanziamento di due iniziative importanti come le celebrazioni costantiniane e la mostra itinerante di Luca Signorelli.


Siamo in una botte di ferro o, come dicono a Roma, abbiamo svortato. Meno male che ancora qualcuno li chiama Piani, pensate un pò se non avessere avuto alcuna idea che roba sarebbe saltata fuori. A mio modestissimo avviso dovrebbe essere pubblicizzato molto di più tante volte Obama l’adottasse per rilanciare l’intera economia statunitense.