di Daniele Bovi
La sezione regionale della Corte dei conti ‘promuove’ il rendiconto 2013 della Regione, anche se le ombre non mancano. Venerdì all’aula magna del Dipartimento di Scienze Agrarie i magistrati contabili hanno dichiarato il documento «regolare nelle sue componenti», anche se presentato in «gravissimo ritardo» (il 7 luglio invece del 30 aprile come vuole la legge). Nelle relazioni del presidente della sezione regionale di controllo per l’Umbria, Salvatore Sfrecola, e del procuratore Agostino Chiappiniello, è stata quindi deliberata la «parificazione del rendiconto», meccanismo introdotto dal governo nel 2012 come ulteriore elemento di controllo e stimolo. Sfrecola in primis sottolinea «una certa tensione nell’attività istruttoria e frequenti interlocuzioni con gli uffici regionali non sempre facili», una situazione determinata dal fatto che i dati forniti in alcuni casi si sono rivelati poco precisi.
Sanità Il primo argomento affrontato nella relazione è quello del servizio sanitario. Sfrecola, nell’ambito di una generale riduzione della spesa punta l’indice contro l’aumento di quella farmaceutica ospedaliera (4,7% contro un tetto del 3,5%), derivante però in special modo dal costo particolarmente elevato dei farmaci oncologici. «Qualche incertezza» c’è poi sulla riforma della sanità: in particolare Sfrecola parla della mancata realizzazione della Centrale di committenza generale («da realizzare quanto prima»), nonché dell’«organismo autonomo di valutazione» che dovrebbe esprimersi sull’operato dei direttori generali dell’azienda. La Corte inoltre, dopo gli scandali venuti a galla, ha acceso un faro sulle case di riposo per anziani così da capire quali controlli la Regione ha fatto.
I rilievi Controlli maggiori che servirebbero, secondo il presidente della sezione, a proposito dell’uso dei fondi europei allo scopo di evitare nuove truffe. Bacchettate arrivano anche sulle norme regionali che regolano l’affidamento degli incarichi esterni, giudicate non in linea con quelle nazionali, mentre Chiappiniello invita a diminuire il numero dei Co.co.co. Parole molto nette Sfrecola le usa inoltre parlando dei portaborse e del come vengono scelti: «Gli incarichi di supporto agli organi politici – osserva – sono da sempre materia delicata, soggetta a polemiche e critiche delle quali la classe politica deve darsi carico ad evitare che essi appaiano conferiti in realtà per compensare persone di area e collaboratori di partito o supporter elettorali». «Come sempre – aggiunge – l’espressione della discrezionalità esige adeguata motivazione che spesso non è stata rinvenuta».
Mini-dirigenti Pur mostrando disco verde a proposito delle spese per il personale (in diminuzione nel corso degli anni), Sfrecola prende la matita blu trattando il capitolo delle cosiddette «posizioni organizzative», in soldoni i mini-dirigenti che a palazzo Donini sono 288, ovvero «2,8 ogni unità di personale». Un numero eccessivo «ed è pertanto necessario che il processo di riordino delle stesse sia attuato con estrema sollecitudine». Per quanta riguarda i numeri invece, la Corte spiega che sono stati rispettati gli obiettivi programmatici, compreso l’equilibrio di competenza. In calo anche il disavanzo finanziario complessivo, da 297 a 288 milioni, anche se «il protrarsi negli anni di disavanzi effettivi irrigidisce il bilancio incidendo quindi sulle scelte programmatorie della Regione, con ripercussioni su investimenti e sviluppo».
Residui In «deciso peggioramento» la capacità e la velocità di riscossione, la più bassa degli ultimi 5 anni. In totale le entrate 2013 ammontano a 3,083 miliardi di euro, mentre le riscossioni si fermano a 2,229 miliardi. Un richiamo forte arriva anche sui residui attivi, cioè sulle somme da riscuotere provenienti dal 2012 e oltre: «Crediti di dubbia esigibilità o non più esigibili – osserva Chiappiniello – comportano una loro sopravvalutazione», producendo di conseguenza documenti contabili non veritieri della situazione finanziaria. Nel valutarli quindi la Corte chiede un’attenzione particolare. Nel suo intervento la presidente della Regione Catiuscia Marini, dopo le tensioni dello scorso anno, ha ringraziato i magistrati contabili per i rilievi fatti, «perché ciò ci spinge – ha detto – a migliorare ancora le nostre politiche di bilancio. Circa il ritardo della trasmissione da parte della Giunta al Consiglio del rendiconto, questo non è certo dovuto a una volontà di non rispettare i termini di legge, quanto invece alla necessità di rispettare altri adempimenti che pure devono essere eseguiti».
Marini La presidente poi, dopo aver ricordato i risultati raggiunti dalla sanità regionale e spiegato che verranno usati tutti i fondi europei 2007-2013, riguardo agli incarichi esterni ha sottolineato che «dietro la freddezza dei numeri ci sono questioni importanti che riguardano le persone. Infatti, la spesa in questione riguarda i cosiddetti precari della pubblica amministrazione». Da ultimo sulla spesa farmaceutica Marini ha osservato, oltre al costo dei farmaci oncologici, che essa da anni «è sottostimata».
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