La sede del Consiglio regionale umbro

di D.B.

Un attacco frontale, durissimo, dai toni ben poco istituzionali. Il Corecom Umbria dopo le dimissioni di Mario Capanna (che non ha rinunciato a uno dei due vitalizi percepiti) è senza pace e stavolta a parlare è il suo vice, Matteo Fortunati, che mette ne mirino l’intero palazzo Cesaroni, dal presidente del consiglio Eros Brega ai membri dell’ufficio di presidenza fino ai partiti che occupano l’emiciclo. In una nota Fortunati parla di «sconcertante condotta dell’Ufficio di presidenza»: in particolare il vicepresidente si riferisce alla legge di riforma del Comitato approvata in meno di una settimana e senza consultarsi con l’Agcom; una legge che Fortunati definisce una «porcata galattica sulla falsariga del patto del Nazzareno».

LE DIMISSIONI DI CAPANNA

L’attacco In secondo luogo Fortunati punta il dito contro la mancata previsione di una norma transitoria che permettesse la rielezione per i consiglieri uscenti, così da «completare i programmi intrapresi nei 3 anni di vigenza; in più il testo non prevede neppure «la possibilità per il Comitato in “prorogatio” di arrivare fino alla scadenza naturale della legislatura, in modo tale da consentire al Consiglio regionale che sarà legittimato dalle prossime elezioni di decidere la nuova composizione di questo importante organo». Fortunati accusa Brega di voler nominare a quattro mesi dalle elezioni i nuovi vertici del Comitato con lo scopo di «legare le mani al futuro consiglio regionale, costringendolo a ritrovarsi per ben 5 anni un Corecom preconfezionato da una maggioranza che potrebbe anche non esistere più, in barba ad ogni regola democratica e prassi di “buon governo”».

I vertici Al centro dunque c’è la scelta dei vertici per i quali, secondo quanto si spiega lungo i corridoi di palazzo Cesaroni, ci sono già dei nomi e dei cognomi, a partire da quello del presidente che secondo indiscrezioni sarebbe Gabriella Mecucci; un nome che sarebbe frutto di un accordo tra Pd e Forza Italia. Il vicepresidente poi si chiede perché «tutto tace», anche da parte delle minoranze che «non intervengono di fronte a questo inaudito e vergognoso stupro della democrazia». Risposte che Fortunati promette di dare il 3 febbraio alle 12 con una conferenza stampa nella sede del Comitato. «I competitor della governatrice uscente, Catiuscia Marini – chiude Fortunati -, di fronte a cotanto e stupendo assist, ringrazieranno cantando: Eros Brega…uno di noi!».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.