Il sindaco di Corciano Betti

di Daniele Bovi
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Da una parte la gioia, dall’altra la consapevolezza che c’è da «riconquistare» una buona parte della città che alle urne non c’è neppure andata. A Corciano si giocava la sfida più importante di questa tornata amministrativa che ha visto cinque comuni umbri andare al voto e vinta, largamente, dal centrosinistra guidato dal candidato sindaco Cristian Betti, 33enne ex assessore all’Urbanistica. Una vittoria con oltre il 68% sulla quale però si allunga un’ombra lunga: quella di un astensionismo da record. Nell’unico comune con oltre 20 mila abitanti al voto in questa occasione infatti, considerato un test in vista della grande tornata del 2014, alle urne è andato appena il 55% degli aventi diritto. Poco più di un corcianese su due è andato alle urne, il 24% in meno rispetto al 2009 quando fu eletto il neo-senatore Nadia Ginetti.

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Parla Betti Un dato che dovrà far riflettere attentamente tutte le forze in campo, anche un Movimento 5 Stelle ben al di sotto delle aspettative e che, anche se paragonare amministrative e politiche ha senso fino ad un certo punto, ha visto dimezzati i propri voti rispetto a febbraio. «Il mio primo pensiero – dice Betti – è quello di riuscire a riconquistare quel 45% di cittadini che non ha votato. Il risultato di oggi è il frutto di un lungo lavoro iniziato tempo fa, fin dalle primarie e arrivato grazie ad un gruppo compatto. Abbiamo fatto un ottimo lavoro nelle frazioni in questa lunga campagna elettorale». Guardando all’immediato futuro il nuovo sindaco non svela quelli che sono i piani per la composizione della sua giunta: «Devo ancora riflettere – dice – ma di certo serviranno persone dinamiche». Su welfare e sociale Betti, che come prima questione dovrà affrontare quella del bilancio (il comune è stato commissariato negli ultimi 4 mesi), vuol portare avanti la linea del suo predecessore «mentre dovremo migliorare sulla partecipazione», anche sfruttando tutti i nuovi mezzi di comunicazione.

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La sconfitta del Pdl Sicuramente di più si aspettava Luca Merli, candidato sindaco di un centrodestra che in due tronconi (Roberta Ricci, Fratelli d’Italia, ha dato vita ad una lista che non è arrivata al 5%) non conquista neppure il 20%, con il Pdl inchiodato al 14,7%. Una sconfitta pesante senza se e senza ma, con un partito che non è stato in grado di intercettare la larghissima fetta di corcianesi rimasti a casa e che ha schierato l’uomo che, in passato, molto si è speso per ricostruire il partito sul territorio: «Parto dall’astensione – dice Merli a Umbria24 -, un dato che dobbiamo interpretare come una grande sconfitta per la politica del territorio. E’ molto preoccupante, c’è un sentimento diffuso di antipolitica e non siamo riusciti a coinvolgere i cittadini di Corciano. Partendo da questo, ha vinto la resistenza dello zoccolo duro del Pd, costruita con una coalizione di cinque partiti, nulla di più. Noi abbiamo lavorato al meglio, sono partito da zero senza consiglieri uscenti, ho ricostruito tutto ex novo e ritengo che un lavoro migliore non si potesse fare. Adesso ci concentriamo sul fare una buona opposizione perché ci tengo particolarmente. Saremo sempre presenti».

Così le liste Rispetto a quattro anni fa, in termini assoluti il Pd passa da 4.340 voti a 3.202 mentre Rifondazione comunista, reduce dal durissimo flop di Rivoluzione civile, conferma il suo zoccolo duro: 689 voti (641 nel 2009). Accusa il colpo invece l’Italia dei Valori, da 464 a 196 voti. In tutto 5.348 voti ai partiti, oltre 400 in meno di quelli conquistati da Betti. In casa centrodestra il Pdl, che nel 2009 aveva al suo interno ancora l’ex An, arretra in modo molto pesante: da 2.838 a 1.119 voti. In più il partito deve scontare l’assenza di una lista in grado di coagulare oltre mille voti come fece quattro anni fa quella di Graizano Cappannini e le divisioni a destra, con il Buongoverno per Corciano di Roberta Ricci (Fratelli d’Italia) che strappa 410 voti.

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