di Dan.Bo.
Un rinnovo senza scossoni né psicodrammi. L’Ufficio di presidenza del consiglio regionale, che giovedì ha fatto il punto sull’attività svolta durante l’anno che si sta per chiudere, all’inizio del 2018 si ricandiderà fino alla fine della legislatura. Come da statuto infatti arrivati a metà legislatura bisogna rinnovare tutte le cariche, dall’Ufficio di presidenza ai vertici delle commissioni. Rispondendo giovedì alle domande dei giornalisti la presidente Donatella Porzi (con lei il vice Marco Vinicio Guasticchi mentre l’altro vice, il leghista Valerio Mancini, era assente per motivi di salute) ha spiegato che i membri si ricandideranno: «La prossima riunione di maggioranza per quelli che saranno futuri assetti non interessa comunque ai cittadini». «Il quadro ha retto finora – le ha fatto eco Guasticchi – e può reggere tranquillamente in futuro. Maggioranza e minoranza sono rimaste sostanzialmente quelle delle origini». In aula si tornerà il 9 gennaio e qualche giorno prima la riunione di maggioranza metterà ai loro posti le tessere del puzzle.
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La sfida più grande Quanto all’attività del 2017 i due hanno indicato come parole chiave «partecipazione, innovazione, semplificazione, trasparenza, informazione e comunicazione, rigore e sobrietà nei costi dell’attività politico-istituzionale». Un anno in cui «le difficoltà derivanti dal contesto politico-istituzionale nazionale non hanno condizionato in negativo l’attività dell’Assemblea, e il confronto tra le parti politiche, a volte duro, non ha mai assunto toni indegni». Oltre ad auspicare il consolidamento della ripresa economica, Porzi e Guasticchi hanno messo al centro della discussione anche il terremoto: «La sfida più grande, finita la fase dell’emergenza, sarà quella di evitare l’impoverimento demografico, economico e sociale di quelle che sono fra le aree umbre di maggior interesse da un punto di vista ambientale, culturale e turistico. Questo – hanno detto – sarà uno dei punti cui si dovrà prestare maggiore attenzione nell’ormai prossima discussione in seno all’Assemblea di Palazzo Cesaroni del disegno di legge regionale sulla ricostruzione».
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I numeri Quanto al 2018 invece, «sarà un anno complesso e difficile; rigore, impegno, concretezza e fiducia nel futuro dovranno essere gli elementi caratterizzanti della nostra attività». Nel complesso 30 le sedute svolte durante il 2017, nel corso delle quali sono state approvate 13 mozioni, 10 ordini del giorno, 3 risoluzioni (su 5), 17 leggi regionali (di cui la metà di iniziativa dei consiglieri regionali, nel 2016 2 su 18); in più sono state discusse 159 interrogazioni a risposta immediata, oltre il 20 per cento in più rispetto al 2016. Riguardo alle proposte di legge secondo Guasticchi Palazzo Cesaroni «deve diventare il punto di riferimento per i consigli comunali, che hanno il potere di iniziativa legislativa e possono inviarci proposte di legge regionale. Vogliamo lavorare molto su questo legame per rafforzare il ruolo dell’Assemblea, dotandola anche di un proprio capitolo di bilancio per finanziare le leggi di iniziativa consiliare». Un’Aula che dal 2010 ha visto calare le risorse a disposizione da 22,286 milioni ai 18,930 del 2018, Le spese per gli amministratori, i gruppi consiliari (rispetto alla precedente legislatura i consiglieri non sono più 30 ma 20), il personale e il funzionamento impegnano l’84 per cento delle risorse. Infine, le riunioni di commissioni e comitati: 169.
Ricci e Mancini Commentando la conferenza stampa il consigliere regionale di opposizione Claudio Ricci ha apprezzato «in generale l’equilibrio paziente del presidente», spiegando poi che a proposito del rinnovo dei vertici «sosterrò il metodo della rotazione di tutte le cariche istituzionali ovviamente rimettendomi al parere dei gruppi consiliari e, quindi, al voto dei consiglieri regionali che è sacro nella libertà. Per quanto attiene al mio ruolo di portavoce si conclude il 31 dicembre». Secondo Mancini invece «il bilancio dell’Assemblea Legislativa non può prescindere dall’analisi del contesto politico ed economico umbro, dove si inseriscono variabili – dice – che non possiamo non considerare. Tra queste c’è sicuramente un ordine del giorno dell’Assemblea legislativa cospicuo ma inevaso che non riesce a dare risposte celeri ai cittadini. Guerre interne al Pd o impegni istituzionali della giunta ritardano il coordinamento tra l’esecutivo e Palazzo Cesaroni, incidendo in maniera sostanziale sulla mancata trattazione di atti legislativi, nonostante le minoranze abbiano, più volte e responsabilmente, garantito il numero legale affinché i cittadini potessero avere maggiori risposte».
Twitter @DanieleBovi

Da quanto rilevo dall’articolo si evidenzia che si sono ben guardati dall’effettuare un’analisi economico-politico-sociale dell’Umbria dove negli ultimi anni si sono persi oltre 15.000 posti di lavoro come attestato anche dalla CGIL. L’Uffico di Presidenza che rappresenta l’Assemblea Legislativa si è limitata a dare qualche numero che non serve a far capire la crisi che sta attraversando la Regione che si è retta fino a qualche anno fa sulla ricostruzione post terremoto del 1997. Le fabbriche più importanti a cominciare dalla TSK sono in mano a multinazionali straniere mentre laRegione si è preoccupata di acquistare le aree del consorzio del ternano che non hanno più mercato. Soldi sputtanati per evitare il tracollo finanziario e per coprire le responsabilità di qualche presidente. Spero che qualche giornalista libero si preoccupi di fare servizi sulla gestione catastrofica degli ultimi anni dove si tiene in piedi una società come sviluppubria che applica i contratti dei bancari e banca non è. Poi perchè non si chiede alla Presidente che cos’è il RUUIZ? A cosa serve? Quanto è costato con viaggi e viaggetti a Bruxelles per propagandarlo? Sarebbe pure il caso di sapere sulla sanità e sui trasporti alla luce del parere di “parificazione” fatto dalla Corte dei Conti sul Rendiconto generale dell’esercizio 2015 su cui le opposizioni avrebbero avuto tanto da dire.