Consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di D. B.

Alla vigilia della «Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne» la conferma del taglio, dopo le polemiche roventi di questi giorni, sarebbe stata una posizione politicamente assai scomoda, e così il Pd si ricompatta e fa retromarcia. Martedì a palazzo Cesaroni è stato approvato (13 sì della maggioranza e gli otto no dell’opposizione) l’assestamento di bilancio e con un emendamento della giunta è stato ricostituito il fondo di 250 mila euro per dare sostanza alla legge sulla parità di genere, tagliato di 100 mila euro in commissione nei giorni scorsi grazie a un emendamento approvato dai bocciani Brega e Smacchi insieme al M5S e al centrodestra: «Ciò – ha detto in aula la presidente Catiuscia Marini – consente di avere già nel 2016 una quota di risorse finanziare per garantire il funzionamento della rete di servizi come i centri antiviolenza, presidio efficace per aiutare e sostenere chi è vittima di comportamenti e atti inaccettabili e odiosi». A proposito della legge sulla parità di genere Marini insieme al presidente dell’assemblea Porzi dice che si tratta di uno «strumento che contribuirà a prevenire e contrastare l’odioso fenomeno delle discriminazioni e violenze».

Segno di civiltà «Si tratta di un segno di civiltà» commenta poi il segretario del Pd e capogruppo del partito a palazzo Cesaroni Giacomo Leonelli: «Nel provvedimento – dice – ci sono misure concrete per combattere le discriminazioni e le violenze di genere e non mere proposizioni di principio. Voglio inoltre rimarcare come di fronte a questo tipo di azioni il Partito Democratico abbia saputo ritrovare la sua compattezza e unitarietà di intenti». Per il resto, da registrare il blocco di emendamenti proposti dalla giunta e approvati: per quanto riguarda i più importanti, arriva la soppressione del contributo a carico dei professionisti per gli attestati di prestazione energetica, prevista in un primo momento del ddl. Alla Regione poi viene concessa la facoltà di stipulare, nelle more della conclusione della riforma delle Province, accordi con gli enti di area vasta per avvalersi della Polizia provinciale. Prorogati poi di due mesi gli incarichi dirigenziali di Giunta e Assemblea legislativa.

Emendamenti Niente da fare invece per molte proposte del centrodestra, come quella per togliere 50 mila euro alla legge sulla parità di genere per destinarli agli oratori, 90 mila alle azioni in materia di immigrazione, diritto di asilo e protezione umanitaria per destinarli alla sicurezza urbana, e per quelle di Brega, che proponeva di togliere 100 mila euro dalla promozione turistica per destinarli a oratori e famiglie. Nel corso del dibattito il portavoce del centrodestra Claudio Ricci ha criticato le scelte della giunta, puntanti il dito contro l’aumento del debito, in particolare contro l’incremento di un mutuo dal 16,5 a 32,5 milioni di euro: «C’è una tendenza – dice – verso l’incremento delle tasse e comunque verso la riduzione delle risorse libere e quindi utilizzabili. Bisognava agire sulle spese strutturali che, anche nell’anno 2013/2014 sono cresciute dello 0,83 per cento, e nel contempo le società partecipate». «Si continuano a rinviare le soluzioni – ha concluso – realizzando il pareggio di bilancio non lavorando su sprechi e inefficienze, ma incrementando il ricorso al mercato finanziario».

Le critiche All’attacco anche il capogruppo del M5S Andrea Liberati: «Questo assestamento prevede contribuiti a pioggia senza fine» dice il pentastellato, che mette nel mirino i 7,5 milioni di euro che servono per l’acquisto dei beni del consorzio Tns, i problemi dell’ambiente, quelli della sanità («l’Umbria è precipitata al decimo posto per i livelli essenziali di assistenza») e i problemi del trasporto («la Fcu sta morendo»). «A fronte di questo caos, mentre si spendono quasi 300mila euro per eradicare gli scoiattoli in base ad un progetto europeo assurdo, non si trovano soldi per aiutare chi sta male». «Un progetto della Commissione Europea – ha ribattuto su questo punto Marini -, una direttiva contro le specie esotiche che stanno distruggendo un pezzo del patrimonio faunistico europeo e nazionale, dove l’Ispra ha scelto come regioni capofila l’Umbria e il Lazio, e concorriamo in spesa solo per il costo del personale». La presidente ha poi toccato anche altri temi, partendo dal fatto che «questo assestamento garantisce gli equilibri finanziari e il pareggio di bilancio. Dal punto di vista tecnico il bilancio è ineccepibile. La qualificata esperienza manageriale della struttura regionale ha consentito di raggiungere questi risultati, come ci dice l’agenzia Standard&Poor’s».

Marini Parlando degli obiettivi politici generali alla base delle scelte, la presidente ha spiegato che «abbiamo deciso di privilegiare quei capitoli che nel bilancio di previsione erano sotto-finanziati: l’incremento del fondo sociale che consente anche di garantire il cento per cento delle borse di studio, le risorse per politiche culturali e turismo per la promozione di eventi e manifestazioni». Marini rivendica la diminuzione del debito strutturale («13,8 milioni di euro, facendolo scendere a 169,9 milioni di euro, a cui non si somma altro debito perché siamo in equilibrio anche in sanità»), l’ulteriore milione stanziato per le strade, il piano per l’edilizia abitativa degli studenti da 7,5 milioni di euro «che prevede due blocchi di interventi a Perugia con il recupero di quasi 400 posti letti, e anche a Terni a supporto dei corsi universitari che si tengono in città». Quanto ai beni del consorzio Tns, si tratta di «aree funzionali alla piastra logistica di Terni e immobili connessi alle funzioni pubbliche sulle aree industriali che devono essere mantenute e portate avanti».

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Consiglio regionale, sì alla manovra da 30 milioni: tornano i fondi per la legge sulla parità di genere”

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