L'ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni

di Daniele Bovi

Un taglio piccolo, in totale poche migliaia di euro, ma sempre di risparmi si parla. Martedì pomeriggio i capigruppo dei partiti che siedono in consiglio regionale, armati di penna e calcolatrice hanno varato la rimodulazione delle indennità che spettano ai membri di palazzo Cesaroni. La manovra, assicurano, porterà un risparmio molto contenuto, ottenuto attraverso una complessiva rideterminazione di tutte le voci che compongono gli stipendi. Un accordo politico trovato nella conferenza dei capigruppo e poi messo nero su bianco con un atto dell’ufficio di presidenza, che si è riunito subito dopo. E così, alzando l’importo di alcuni capitoli e diminuendo quello di altri, si è ottenuto il risultato. L’idea di una rivisitazione di queste voci è arrivata due settimane fa, dopo il caos esploso intorno all’adeguamento Istat dei rimborsi benzina di cui usufruiscono i consiglieri e la giunta regionale. Con un atto da parte dell’ufficio di presidenza era stato dato il via libera all’adeguamento, poi la notizia attraverso il capogruppo di FI Raffele Nevi è arrivata alla stampa scatenando un fiume di polemiche. Alla fine, dopo una lunga riunione dell’ufficio di presidenza viene trovata la soluzione che rappresenta una via d’uscita, cercata allo scopo di mettere tutti d’accordo senza chiedere sconfessioni o esigere, come fatto da più parti, un ritiro dell’atto. Ora si attende di conoscere nei dettagli il provvedimento per capire quali spostamenti sono stati fatti all’interno dei vari capitoli.

Twitter @DanieleBovi

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