di Daniele Bovi
Il centrodestra scende dall’Aventino. La riunione dei capigruppo di maggioranza e opposizione di giovedì mattina sancisce infatti la fine di quella che è stata da metà febbraio in qua, ovvero dopo l’arresto di Orfeo Goracci, una vera e propria anomalia istituzionale di un centrosinistra che ha «occupato», dopo le dimissioni dei membri del centrodestra, tutti gli scranni dell’ufficio di presidenza e i vertici delle commissioni consiliari per garantirne il funzionamento. Nel corso della riunione del consiglio che si terrà l’8 maggio verrà rieletto l’ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni, con Lamberto Bottini (Pd) e Roberto Carpinelli (Marini per l’Umbria) che verranno sostituiti da due consiglieri di opposizione.
Il percorso Già il 2 maggio, presidente Eros Brega escluso, tutti i membri dell’Ufficio rassegneranno in blocco le dimissioni, l’8 ci sarà la rielezione e tra il 9 e il 10 si riuniranno le Commissioni consiliari dove il centrodestra riprenderà i suoi posti. In questo modo verrà sanato quello che da più parti è stato definito come un vulnus istituzionale. A convincere l’opposizione a scendere dall’Aventino il documento che il centrosinistra ha varato negli scorsi giorni. Documento dove i partiti si sono dati delle regole sulla cosiddetta questione morale (dimissioni in caso di rinvio a giudizio) e dove si chiede alla giunta di presentare, entro il mese di maggio, «un documento relativo all’azione riformatrice, indicando anche una tempistica che consenta l’avvio della discussione e l’approvazione dei provvedimenti di riforma più urgenti».
Il centrodestra accetta E così, se da una parte il capogruppo pd in Consiglio, Renato Locchi, a nome di tutta la maggioranza ha ribadito la piena disponibilità a sanare il vulnus, dall’altra la portavoce dell’opposizione, Fiammetta Modena, ha parlato del documento come di un «fatto nuovo». L’accordo sulla ricomposizione del quadro istituzionale quindi c’è e la partita vera ora si sposta sulle riforme, sanità in primis.
Le riforme Passata la tornata elettorale del 6-7 maggio così dopo la seduta dell’otto maggio verrà il Consiglio dedicato alle riforme (con tutta la probabilità una seduta che si terrà la settimana seguente) dove la presidente della Regione Catiuscia Marini aprirà la discussione con una sua relazione. Sul tavolo c’è prima di tutto, come detto, la riforma della sanità promessa dalla giunta entro la metà di maggio. Una riforma della quale giovedì hanno discusso a Roma la presidente Marini, l’assessore alla Sanità Franco Tomassoni e i tecnici del ministero guidato da Renato Balduzzi. I tecnici valuteranno i contenuti del testo e nel giro di qualche giorno è attesa una risposta, ma nel contesto di un incontro informale non sembrano essere emersi particolari elementi di preoccupazione.

