Eros Brega
Eros Brega è stato rieletto presidente (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Alla fine di un travaglio all’interno della maggioranza andato avanti con trattative fino all’ultimo minuto, il presidente uscente del Consiglio regionale, Eros Brega (Pd), è stato riconfermato al vertice dell’aula di palazzo Cesaroni con 23 voti e sei schede bianche, raccogliendo anche più voti di quelli della sua maggioranza. Insieme a Brega è stato riconfermato in blocco l’intero Ufficio di presidenza: come vicepresidenti sono risultati eletti Damiano Stufara (Rifondazione comunista-Fds) con 12 voti e Andrea Lignani Marchesani (Pdl) con 9; un voto ciascuno per Carpinelli (Marini per l’Umbria) e Rosi (Pdl), 4 le schede bianche. Nuovamente indicati come consiglieri segretari Fausto Galanello (PD) con 18 voti e Alfredo De Sio (Pdl) con 8. Un voto per Maria Rosi (Pdl).

Punto di rottura Come detto, le trattative sono andate avanti per giorni e fino all’ultimo minuto con il rischio, intorno alle 15, di una rottura all’interno della maggioranza. In un summit tra Pd, Prc e Idv i democrat propongono l’elezione di Carpinelli a vicepresidente. Il niet di dipietristi e rifondatori blocca tutto: se salta Stufara, saltano anche i voti per Brega e per il resto dell’Ufficio. La seduta inizia poco dopo le 16 e viene subito interrotta dal capogruppo pd Renato Locchi che chiede una sospensione fino alle 17, così da permettere un ulteriore confronto interno al centrosinistra. I consiglieri tornano a sedersi alle 17.40 e Brega, insieme all’Ufficio, viene eletto.

Quaranta minuti In quei 40 minuti interviene anche la presidente Catiuscia Marini che, in una saletta del Consiglio, vede tra gli altri Psi, Carpinelli e Goracci, ovvero il blocco che puntava alla sostituzione di Stufara. Le parole usate dalla presidente funzionano e Carpinelli comunica in aula di ritirare la candidatura «per rispetto delle istituzioni» mentre Goracci spiega che non parteciperà al voto e di avere ormai un piede e mezzo fuori dalla maggioranza: «Si è voluta fare una scelta miope. Si parla sempre – ha detto in Aula il comunista umbro – di condivisone e spirito di squadra, ma al momento delle scelte tutto questo scompare. Rispetto al 2010 dobbiamo ragionare in modo diverso. Io non sono uno “yes man”».

Goracci non ci sta «A differenza di quanto ho fatto in occasione del voto sulla riforma della sanità, nel prossimo futuro valuterò con estrema attenzione ogni mia decisione». «L’elezione dell’Ufficio di presidenza e l’impostazione sui “rinnovi” che verranno – ha aggiunto – ha sancito che ci sono due consiglieri di maggioranza che fanno parte del gruppo misto, o per scelta o per decisioni prese dallo stesso Ufficio di presidenza, che l’unico ruolo che hanno è quello di alzare la mano, votare le proposte o le scelte di governo e maggioranza ma non hanno requisiti e titoli per ricoprire incarichi istituzionali, anche i meno significativi».

Il grazie di Brega Nel suo saluto all’Aula, Brega ha rivolto a tutti i consiglieri «sentimenti di gratitudine» e «un grazie al mio partito per avermi ricandidato». Il presidente ha assicurato quindi che continuerà a caratterizzare il suo ruolo con la «caratteristica di terzietà e garanzia, intensificando la collegialità delle decisioni». L’auspicio di Brega è quello di mettere in atto «adeguate misure e strumenti per fronteggiare la grave situazione economica ed occupazionale che interessa la nostra regione». Il presidente non ha quindi mancato di ricordare di aver già provveduto alla «previsione di una riduzione del numero e degli emolumenti dei consiglieri regionali, e all’abolizione del cosiddetto listino». Un ultimo pensiero è andato alle persone dell’Orvietano e del Marscianese gravemente colpite in queste ore dall’alluvione.

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