Il congresso regionale dell'Udc elegge Silvana Tomassoni

di Daniele Bovi

Più che un segretario, quello uscito sabato mattina dal congresso regionale dell’Udc è un traghettatore. All’Albornoz hotel di Spoleto, sede scelta per l’assise, i centristi in versione unitaria e in rotta verso la nuova Cosa Bianca eleggono per acclamazione l’unica candidata Silvana Tomassoni. Cinquantacinque anni, funzionario del ministero dei Beni culturali, dal 1990 al 1995 è stata anche sindaco di Costacciaro per la fu Balena Bianca. Ad applaudire i nuovi vertici (Donatella Cenci è il vicesegretario mentre il ternano Gianluca Piergentili sarà il presidente del comitato regionale), sono arrivati anche il segretario nazionale Lorenzo Cesa e la senatrice Paola Binetti.

La Binetti lascia Per l’ex piddina, di confessione teodem, si conclude così l’esperienza come commissario del partito, preso alcuni anni fa diviso e lasciato con un congresso unitario: «Pari opportunità per tutti: una donna e un uomo – ha detto -, entrambi professionisti seri e competenti. La scelta, ampiamente condivisa, garantisce un sicuro successo al nuovo tandem che guiderà le sorti dell’Udc in Umbria insieme ai due coordinatori provinciali: Marco Angelini per Perugia ed Enrico Melasecche per Terni e ad una cabina di regia di consolidata esperienza di cui fanno parte Sandra Monacelli, Maurizio Ronconi e Mauro Cozzari».

Ricostruire il partito Dal nuovo gruppo dirigente «ci attendiamo questo: ricostruire il partito – spiega sempre la Binetti – facendone un soggetto nuovo, capace di attrarre soprattutto le nuove generazioni, così avvilite da tenersi ben lontane dalla politica. Un partito rigoroso sul piano economico e generoso sul piano sociale, senza false promesse, ma capace di individuare nuovi modi di far politica, per gettare nuovi ponti e stringere nuove alleanze». Nel suo intervento il nuovo segretario spiega come il «primo impegno sarà quello – ha detto – di elaborare un profilo programmatico che caratterizzi in modo significativo l’impegno dei cattolici democratici e permetta una presenza parlamentare significativa sin dalle prossime elezioni politiche». Tutto ciò senza dimenticare l’apertura ai giovani e la necessità di una gestione collegiale.

La Cosa Bianca Il problema è capire cosa succederà con precisione da qui ai prossimi mesi. La traghettatrice Tomassoni ha di fronte a sé un partito i cui vertici sono stati azzerati da Casini e Cesa. Una Udc che probabilmente dopo l’estate si scioglierà per dare vita alla nuova Cosa Bianca, quel Partito della Nazione (il nome è provvisorio e tutto da decidere) al quale Casini vuole dare vita dopo aver «sciolto» con un tweet quel Terzo Polo uscito demolito dalle amministrative. L’idea è quella di unire i tecnici ai politici e gli imprenditori ai sindacalisti per creare il perno «moderato» della politica italiana. L’obiettivo sono le elezioni nel 2013, a braccetto di chi è tutto da vedere e molto dipenderà dal tipo di legge elettorale che verrà scritta. Sempre che si riesca a mandare in soffitta il Porcellum. Dalla direzione nazionale Pd una «direzione» per quanto riguarda le alleanze sembra intravvedersi: il patto dei «progressisti e dei moderati» e l’inasprirsi dei toni tra Bersani e Di Pietro assomigliano tanto alla voglia del Pd di scaricare l’ex pm. E Cesa, da Spoleto, gradisce definendo «apprezzabile» il discorso di Bersani che tende a smarcarsi da posizioni «populiste e demagogiche». La corsa è partita.

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