Falasca, Castellani, Schettini e Abbenante

di D.B.

I ‘civatiani’ umbri si tirano fuori dalla competizione e decidono di non appoggiare nessuno dei quattro candidati alla segreteria provinciale del Pd di Perugia. Con una conferenza stampa che si è tenuta mercoledì, i giovani del coordinamento regionale per l’elezione di Giuseppe Civati hanno criticato in modo duro l’atteggiamento tenuto dal partito nel corso degli ultimi giorni: «Ancora una volta – hanno detto Vincenzo Falasca (coordinamento di Foligno) Rita Castellani (Terni), Fabrizio Schettini (portavoce del coordinamento), Luigina Abbenante (Perugia) – si è giunti alla fase congressuale in totale disorganizzazione ed in completa assenza di documenti programmatici». «La condotta politica tenuta da chi dirige il partito della provincia di Perugia – aggiungono – è stata volta al soffocamento, anzi, all’oscuramento della linea programmatica per la campagna all’elezione del futuro segretario del partito».

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Mancato confronto I giovani del coordinamento infatti «auspicavano» un confronto con i dirigenti non tanto sui nomi dei candidati, quanto sui punti programmatici della futura attività politica e a come saranno effettuate, nel Pd, le scelte dei ruoli in merito al rinnovamento della classe dirigente. E invece è venuto fuori un partito «spesso autoreferenziale e chiuso – commenta Schettini – in una contrattazione personalistica, in cui il confine tra ruoli politici e ruoli istituzionali restano opachi. Gli iscritti che, come noi, a livello nazionale si riconoscono nelle proposte di Civati, hanno avuto la conferma che il Pd sta diventando un partito largamente impraticabile per chi è interessato a una partecipazione costruttiva e trasparente». Da qui la decisione di non appoggiare nessuno tra Valerio Marinelli, Mario Bocerani, Antonello Chianella e Dante Andrea Rossi.

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Sogno e realtà Il «sogno», per i giovani del coordinamento, rimane quello di un Pd «diverso, veramente europeo e di sinistra che sia specchio degli obiettivi fondamentali quali equità sociale ed economica, lavoro, trasparenza e meritocrazia». Preso atto della «secca e unilaterale rottura del dialogo» il coordinamento rivolge un invito agli iscritti: «Serve – spiegano – un ampio confronto nei circoli, luoghi di fertile confronto della base politica, a cui gli iscritti parteciperanno nella speranza di contribuire a costruire un partito che sappia rinnovare e rafforzare la propria capacità di rappresentanza in tutti i livelli, aprendosi così all’ascolto delle istanze e dei bisogni provenienti dalle locali e cittadine collettività. Tutti i simpatizzanti si devono iscrivere e partecipare da protagonisti».

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