di Daniele Bovi
«Chi arriva secondo, terzo o quarto non può diventare primo a tavolino». Volutamente defilato in questa campagna congressuale, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali torna a far sentire la sua voce in vista dell’assemblea di sabato (o domenica), dove i 213 delegati della federazione provinciale di Perugia sceglieranno il nuovo segretario. Boccali, insieme alla presidente Marini, ha appoggiato Valerio Marinelli ma non fa mistero del suo essere stato molto in disparte nelle ultime settimane: «Io – dice a Umbria24 – avrei voluto una candidatura più unitaria possibile e per quella mi sono impegnato fino all’ultimo. Non ci siamo riusciti e per questo mi rammarico e mi prendo le mie responsabilità. Da quel giorno sono stato un semplice iscritto che vota nel suo circolo. Perché non ci siamo riusciti? Dentro il Pd umbro ci sono scorie non del tutto eliminate, asprezze troppo forti in questi anni. Sono un inguaribile ottimista ma ci vorrà tempo per superarle».
Proposta unitaria Scontri, ovviamente, anche personali «perché in fondo – continua – le idee camminano sulle gambe delle persone». Ora, a congressi chiusi, il sindaco rilancia l’idea di quella candidatura unitaria da costruire intorno al 39% di Marinelli: «È a lui – dice – che spetta l’onere e l’onore di costruire un progetto di governo unitario. Da amante dello sport competitivo dico che chi arriva secondo, terzo o quarto non può diventare primo a tavolino». Insomma, Boccali non prende neppure in considerazione l’ipotesi Rossi, secondo classificato col 33%. «Ora – spiega – occorre mandare all’assemblea un messaggio chiaro e largamente maggioritario. Non diamo l’impressione di essere ripiegati su noi stessi, di farci governare da regole portate all’estremo e da incroci poco comprensibili. Se fosse così sarebbe uno smacco e io, in caso, sabato ho un convegno sugli anziani e altri appuntamenti. Basta coi giochini incomprensibili, mettiamo in piedi un confronto civile».
Confronti Confronto, auspicabilmente civile, che dovrebbe partire giovedì con un primo incontro tra i quattro candidati. E se Chianella alla fine potrebbe convergere su Marinelli, c’è un gran lavorio per formare e rafforzare l’asse Bocerani-Rossi. I delegati infatti non saranno pedine che si spostano in blocco e non tutti potrebbero alla fine votare il candidato di riferimento. Mal di pancia diffusi ci sono per esempio nel campo renziano, dove l’ipotesi Bocerani più Rossi non raccoglie tutti i consensi, tanto che un pressing per portare la truppa al completo in quella trincea in queste ore c’è. Mercoledì poi si è riunita la commissione provinciale per il congresso, un summit agitato con due argomenti sul tavolo: l’attribuzione dei delegati a ciascun candidato (a meno di grosse sorprese 83 a Marinelli, 68 a Rossi, 47 a Bocerani e 15 a Chianella) e il possibile spostamento dell’assemblea da sabato a domenica mattina (forse al Park Hotel). Su entrambi i fronti non si è arrivati ad una decisione (renziani e bocciani spingono per domenica) e tutto dovrebbe essere noto giovedì, quando la commissione regionale metterà la parola fine anche sui ricorsi.
Bottini: gestione unitaria Un altro sostenitore di Marinelli è il segretario regionale Lamberto Bottini. «Qualche problema – ammette – c’è stato, qualche strascico polemico ci sarà ma la causa è da rintracciare nella ristrettezza dei tempi nonché in un regolamento discutibile (iscrizioni aperte fino all’ultimo momento) ma da rispettare. Sarebbe comunque ingiusto per pochi casi declassare un grande momento di partecipazione». Detto questo, e aggiunto che in questi congressi «non si è discusso molto», Bottini lancia un messaggio simile a quello lanciato da Boccali, chiedendo una «gestione unitaria». «Il lavoro che ci attende – dice – è anche quello di definire un quadro unitario per un partito più unito e quindi da subito più forte. Non è la spartizione, quanto il riconoscimento di un partito plurale e di una diffusione equilibrata delle responsabilità».
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