Il segretario provinciale Flamini verso la riconferma

di Daniele Bovi

«Consolidamento e rinnovamento, ma senza derive “renziane”». Enrico Flamini, segretario provinciale del Prc di Perugia, commenta così l’esito delle consultazioni territoriali del partito che culmineranno, nel weekend, con il congresso provinciale dove è scontata la rielezione di Flamini. Nettissima infatti, quasi con percentuali bulgare, la vittoria della mozione 1, ossia quella che fa capo al segretario nazionale Paolo Ferrero a cui Flamini fa riferimento.

I numeri del congresso Ventinove, in totale, i congressi territoriali, 595 gli iscritti che hanno partecipato (pari al 52,9 degli iscritti del 2010), 92,1% il risultato della mozione Ferrero che esprime così 105 delegati su un totale di 114 (79 gli uomini e 35 le donne). Nella maggior parte dei circoli la percentuale dei «ferreriani» si attesta al 100%, mentre gli unici dati in controtendenza, dove ossia vince la mozione 2 (che fa riferimento a Claudio Bellotti), riguardano Ponte San Giovanni e Magione.

I RISULTATI DI TUTTI I CIRCOLI DELLA PROVINCIA DI PERUGIA

Segnali incoraggianti «Quello che esce dal congresso – ha spiegato Flamini giovedì mattina nel corso di una conferenza stampa – è un gruppo dirigente all’insegna del rinnovamento. Penso ad esempio ad alcune realtà dove sono state elette donne, come a Bastia, o giovani dai 21 ai 25 anni. Nel complesso esce un quadro di consolidamento e rinnovamento. E’ un congresso che rappresenta un segno di incoraggiamento per le sfide che abbiamo di fronte». Dopo aver fronteggiato la «macelleria sociale del governo Berlusconi» oggi bisogna fare i conti con Mario Monti «che certo – riconosce Flamini – non è Berlusconi. Certi provvedimenti come le privatizzazioni o come quelli che andranno contro i diritti dei lavoratori noi li combatteremo».

Della Vecchia in pole Quella che si apre nel weekend sarà per il partito una intensa fase congressuale. Venerdì e sabato, come detto, ci sarà quello provinciale, mentre a marzo si terrà l’assise nazionale. In mezzo, tra gennaio e marzo (molto più probabilmente verso gennaio) il partito umbro dovrà scegliere il nuovo segretario regionale. Un congresso che sancirà l’addio alla carica di segretario di Stefano Vinti, ora assessore regionale della giunta Marini. Con Damiano Stufara che non pare, almeno per ora, interessato a prendere il posto di Vinti, la discussione nel partito è apertissima e il nome al momento più credibile è quello di Luciano Della Vecchia, assessore provinciale ai Trasporti.

Il caso Gubbio Un ultimo commento Flamini lo dedica a due dossier scottanti e legati tra di loro come l’avviso di garanzia a carico di Orfeo Goracci e al caso dei «ribelli» del consiglio comunale di Gubbio. Uscire dalla maggioranza e al contempo rimanere dentro la Federazione della sinistra, fa capire Flamini, davvero non si può: «Rifondazione – dice – ha fatto una scelta strategica e irreversibile anche in questo congresso. L’accordo che a Gubbio ha portato alle primarie in quadro di alleanza con il Pd è regionale. La collocazione di Rifondazione e della FdS all’interno dei consigli comunali non è ad appannaggio delle singole formazioni». I «ribelli» goracciani eugubini, insomma, sancendo di non voler più appoggiare la maggioranza del sindaco Guerrini si autocollocano di fatto fuori dalla FdS: «I nostri rappresentanti – scandisce Flamini – sono quelli che appoggiano la giunta Guerrini». Sul caso Goracci invece nulla di nuovo rispetto a quanto emerso dalla segreteria regionale. La richiesta rimane sempre quella di dimissioni dalla vicepresidenza del consiglio regionale.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.