di Daniele Bovi
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A livello nazionale con Renzi, a Perugia con i cuperliani e Valerio Marinelli. Si parla di AreaDem, ovvero quello che rimane della fu corrente di Dario Franceschini che, dopo i noti mal di pancia dei giorni scorsi, per il congresso provinciale di Perugia decide di appoggiare proprio il cuperliano Marinelli invece che il renziano Bocerani. «Un sostegno – scrivono in una nota quelli di AreaDem, in Umbria rappresentati in primis dalla vicepresidente nazionale del partito Marina Sereni – che riteniamo giusto riaffermare perché va nel senso di dare seguito al proposito, che oggi ancora di più avvertiamo, di lavorare, nell’elezione del prossimo segretario provinciale, ad una sintesi ampia e convergente dei diversi pluralismi e delle differenze presenti nel Pd». Con un certo «rammarico» infatti si fa notare il mancato raggiungimento di una candidatura unitaria per via di «comportamenti – dicono ancora – che hanno più ricercato la specifica volontà di identificarsi piuttosto che quella di potersi semplicemente riconoscere nella soluzioni da trovare».
L’INTERVISTA AI CINQUE CANDIDATI
Con Marinelli, ma anche con Renzi Insomma, in provincia di Perugia si lavorerà per eleggere Marinelli anche se questo non intaccherà l’impegno di AreaDem per Matteo Renzi in vista delle primarie dell’8 dicembre, un Renzi visto come «capace di interpretare la forte istanza di cambiamento che viene dalla società italiana – è detto ancora nella nota -, di dare una scossa di innovazione al paese, di risvegliare una speranza di futuro soprattutto nelle giovani generazioni, di dar vita finalmente a quella vocazione aperta, pluralista e autenticamente riformista contenuta nel progetto originario del Pd». E mentre Sereni e soci vergavano il comunicato di sostegno a Marinelli, il coordinatore dei dipartimenti pd illustrava in piazza della Repubblica la sua idea di «Umbria intelligente» con la quale ha lanciato la sua candidatura.
Ricercatore precario Trentatre anni compiuti da un mese, ricercatore precario, «uno che lavora nel partito pur non avendo mai preso un soldo» fanno notare con un certo orgoglio nel suo entourage. «Ricostruire il Pd per rigenerare l’Umbria» è il titolo del documento il quattro pagine che fa da sostegno alla candidatura di Marinelli. «Serve una nuova chiave di lettura – ha detto precisando anche che in futuro non si candiderà a nulla -, una nuova concezione di Umbria ‘smart’, intelligente, che diventi un unico sistema integrato e coerente». «Ampie convergenze su alcuni punti» ci sono con Antonello Chianella, l’ex responsabile organizzazione che ha annunciato la sua candidatura nei giorni scorsi.
Il programma Smilitarizzare il partito, accentuare il protagonismo del «popolo dei democratici», «aumentare qualità e quantità del dibattito», rivedere spesa pubblica e rapporto pubblico/privato, rilancio delle Unioni dei comuni, mettere al primo posto l’interesse generale, promuovere un risveglio civile ed etico sono alcuni dei punti programmatici che Marinelli mette sul tavolo del congresso. «Se diventerò segretario – ha spiegato – non vorrò essere il segretario di tutti, perché significherebbe essere il segretario della somma delle componenti, mentre sono convinto che il Pd valga più delle parti che lo compongono e anche per questo mi rivolgo a tutti i democratici. Lavorerò, invece per un Pd libero e autonomo, che si collochi nella società, che sappia decidere se essere carne o pesce, dove si dica no al carrierismo e dove sia ben chiara la necessità di ricostruire un soggetto collettivo, in cui i deboli siano rappresentati e presenti».
Forma partito Un tema caro a Marinelli e trattato in più interventi nel corso degli anni è poi quello della cosiddetta «forma partito», che il candidato cuperliano declina così: «Dobbiamo costruire pratiche innovative sul territorio – ha detto – e fare del Pd un facilitatore di processi decisionali , sviluppando anche pratiche di democrazia deliberativa, mettendo tutti in condizione di dare un contributo civile prima ancora che politico». Insieme a lui, al tavolo della conferenza stampa una giovane precaria del settore cultura, Mohan Testi, ed Enzo Pompei, nonno in pensione. «Una parte del popolo dei democratici – dice Marinelli -, la parte più vera che vogliamo rappresentare». «Tutela dei precari e cultura come occasione di lavoro – dice Testi – sono parte importante del programma di Valerio». «È un esempio per tutti – aggiunge Pompei che arriva dal suo stesso circolo, quello di San Marco -, uno in grado di fare sintesi, che conosce il territorio e con una propensione ai temi del welfare».
Di seguito pubblichiamo la nota di sostegno a Marinelli di AreaDem
Nelle scorse settimane abbiamo sostenuto con convinzione, come Areadem, la necessità di impegnarsi tutti per lo svolgimento di un congresso del Pd in Umbria che potesse rappresentare un vero e costruttivo momento di confronto, un’occasione di discussione reale, democratica e partecipata. Un congresso non segnato da insanabili contrapposizioni correntizie e per questo svincolato da rigidi riferimenti alle mozioni delle candidature alla segretaria nazionale. Capace altresì di rilanciare lo spirito e le ragioni originarie del partito e allo stesso tempo dar corpo ad un Pd plurale ed unitario, aperto alla comunità umbra, pienamente legittimato a continuare ad essere forza fondamentale di governo ed innovazione della nostra regione. Coerentemente con questi obiettivi ci siamo adoperati, insieme ad altri, ad avanzare la proposta di candidature che fossero sintesi largamente condivise per la guida delle Federazioni provinciali del Pd. Un percorso che ha portato ad un risultato ampiamente unitario a Terni e che invece non ha dato gli stessi auspicati risultati a Perugia. Di quest’ultimo esito ne prendiamo atto e ce ne rammarichiamo. Comportamenti che hanno più ricercato la specifica volontà di identificarsi piuttosto che quella di potersi semplicemente riconoscere nella soluzioni da trovare non hanno permesso di conseguire un accordo che sarebbe stato utile allo svolgimento del congresso, alla coesione del Pd, a rinsaldare il nostro rapporto con gli iscritti e con la società regionale, a legittimare e qualificare il nostro progetto di governo amministrativo, per le prossime scadenze elettorali, dell’Umbria e delle sue città. Pur nella consapevolezza che il profilo e lo stesso significato unitari si sono venuti modificando, viste le quattro candidature presentate, Areadem conferma il suo sostegno a quella di Valerio Marinelli alla segreteria provinciale di Perugia del Pd. Un sostegno che riteniamo giusto riaffermare perché va nel senso di dare seguito al proposito, che oggi ancora di più avvertiamo, di lavorare, nell’elezione del prossimo segretario provinciale, ad una sintesi ampia e convergente dei diversi pluralismi e delle differenze presenti nel Pd; una sintesi che a questo punto è molto probabile che si dovrà costruire all’interno della convenzione congressuale che si svolgerà agli inizi del prossimo mese di novembre. Una decisione che abbiamo assunto, in autonomia anche dagli orientamenti maturati da Areadem a livello nazionale, perché è quella che meglio risponde e corrisponde alle responsabilità ed ai compiti che il PD è chiamato ad assolvere nel difficile contesto socio-economico e politico che segna la nostra regione. Una scelta, inoltre, che per quanto ci riguarda coglie e ribadisce lo spirito e il senso con i quali intendiamo, anche in Umbria, sostenere alle primarie del prossimo 8 dicembre la candidatura di Matteo Renzi a segretario nazionale del Pd. Perché capace di interpretare la forte istanza di cambiamento che viene dalla società italiana, di dare una scossa di innovazione al paese, di risvegliare una speranza di futuro soprattutto nelle giovani generazioni, di dar vita finalmente a quella vocazione aperta, pluralista e autenticamente riformista contenuta nel progetto originario del Pd.
