di Daniele Bovi
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Cinquantasei anni da poco compiuti, da dieci sindaco di Tuoro sul Trasimeno, venditore per una multinazionale farmaceutica, «renziano di ferro» sì, ma non un estremista del genere, uno che preferisce l’inclusione alla rottamazione. È il profilo di Mario Bocerani, candidato alla segreteria provinciale del Pd di Perugia che lunedì mattina ha presentato la sua avventura: «Renzi per me non è un idolo – ha detto -, più semplicemente rispecchia quello che ho sempre fatto». «Uno che vive i problemi del territorio e un uomo del fare» dice la senatrice Nadia Ginetti, in prima fila con lo stato maggiore dei renziani umbri, ovvero il presidente del consiglio provinciale Giacomo Leonelli e quello della Provincia Marco Vinicio Guasticchi.
Uomo del fare Presentandosi Bocerani punta sulla sua esperienza di amministratore, vantando i risultati raggiunti a Tuoro («nove milioni di euro di investimenti, turisti in aumento, uno dei primi comuni umbri quest’ano ad aver approvato il bilancio, niente aumenti di Imu e Irpef»), e sul fatto di essere «uomo del fare»: «Ho sempre vissuto del mio lavoro – spiega – e credo in questo partito, l’unico che può risollevare l’Italia. Ora però è in difficoltà, ripiegato su se stesso». Il suo slogan sarà una declinazione di quello lanciato da Renzi a livello nazionale («L’Italia cambia verso»), e quindi «L’Umbria deve cambiare verso: anche qui – continua – c’è bisogno di una marcia nuova». Se eletto, nei primi mesi vorrà «conoscere il territorio, i circoli e i loro segretari, per capire i problemi dai circoli che chiudono ai tesserati che calano: nel giro di pochissimi anni si sono ridotti ad un quarto».
LE INTERVISTE A TUTI E 5 I CANDIDATI
Nessun padrone «In questo percorso – aggiunge – avrò tanti amici ma nessun padrone». E proprio parlando di amici e di sostenitori che sul territorio lavoreranno per lui, in sala oltre allo stato maggiore ci sono l’assessore al Bilancio della provincia di Perugia Domenico De Marinis, Carlo Antonini, Domenico Caprini, da Perugia Patrizia Cavalaglio e da Marsciano Gionata Moscoloni. Le bandierine della sua squadra piazzate sulla cartina dell’Umbria democratica portano i nomi, tra gli altri, dei sindaci Maria Pia Bruscolotti (Massa Martana), Giuliana Falaschi (Citerna) e Andrea Pensi (Gualdo Cattaneo). E poi ancora in ordine sparso Francesco Alvi (presidente del consiglio comunale di Todi), l’assessore Burico da Castiglione del Lago, Renzo Pierotti da Corciano, Luca Secondi da Città di Castello, Leonardo Gabrielli da San Giustino e da Foligno Elia Sigismondi.
Cambiare Pd Al di là dei nomi però nel Pd, sponda Cuperlo, la sua candidatura è tutt’altro che avvertita come una battaglia di testimonianza: Marinelli e gli altri lo considerano un avversario vero e forte, con chance di vittoria finale. «Questo congresso – ha detto Nadia Ginetti – è l’ultima chance che ha questo partito: bisogna interrompere questo ciclo di autoconservazione». «Per cambiare questo Paese – aggiunge Leonelli – serve un nuovo Pd, partito nel quale crediamo e la nostra proposta è aperta a tutti gli iscritti».
