«Continue violazioni delle regole democratiche, dentro e fuori Palazzo Spada, che contraddistinguono sin dall’inizio l’attuale amministrazione. Violazioni delle regole del vivere civile, della decenza e della congruità del linguaggio, dei vincoli di comportamento imposti già dallo Statuto e dal Regolamento comunale. Danni all’immagine della città e delle sue istituzioni. Offese al ruolo ed alle persone: dai consiglieri, ai dipendenti dell’Ente, ai giornalisti». Con queste parole martedì mattina il gruppo consiliare Fratelli d’Italia di Terni e soci lanciano un appello rivolto ai cittadini e all’opinione pubblica.
L’appello Alla conferenza stampa Michele Rossi, Roberto Pastura, Orlando Masselli, Marco Celestino Cecconi, Elena Proietti Trotti, Cinzia Fabrizi e Devid Maggiora (Lega). Il loro è «un appello rivolto al Prefetto, ai cittadini, ma anche alle persone di buon senso all’interno di Alternativa popolare perché sappiamo che ce ne sono – hanno spiegato -. Invitiamo i cittadini a presenziare al consiglio comunale. Richiamiamo il sindaco ai suoi doveri e anche la presidente del consiglio comunale che dovrebbe battere un colpo, richiamare il sindaco all’utilizzo di un linguaggio consono e al rispetto dei consiglieri comunali. La Presidenza del consiglio comunale sulla carta deve essere il primo garante di un ordine che va assolutamente ricostituito. Se non troviamo risposte, ci dovrà pensare qualcun altro».
La metafora del gioco del calcio La richiesta «quella di cambiare rotta. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza democratica», spiegano in un documento in cui ripercorrono diverse sedute di consiglio comunale, a partire dalla ben nota vicenda del 28 agosto 2023. «Per descrivere la situazione, ricorreremo alla metafora del gioco del calcio – hanno spiegato -. Nel calcio ci sono delle regole. È il rispetto delle regole che permette a tutti di giocare: e il rispetto delle regole è garantito dall’arbitro. Cosa che non avviene a Palazzo Spada. Qui, accade per esempio che uno dei giocatori della squadra A – addirittura il capitano – nel pieno svolgimento di una partita di calcio, di fatto inizi a giocare a rugby: prende la palla con le mani, tira spallate, lancia la palla sempre con le mani. E l’arbitro che fa? Nulla. Viceversa, se un giocatore della squadra B tocca appena la spalla di un avversario, l’arbitro estrae il cartellino rosso. Il capitano della squadra A insulta ad alta voce il guardalinee e gli avversari? L’arbitro non muove paglia. Un giocatore della squadra B magari sbuffa di fronte a tutto questo? Ecco che da parte dell’arbitro arriva un cartellino giallo. Il tutto mentre, magari, tra gli spalti della solita curva est, qualcuno tra il pubblico gioisce e plaude, inneggiando al giocatore che ‘finalmente porta la palla in porta’, come se non contasse nulla il fatto che quella palla è stata presa con le mani: come se (è solo un’altra metafora) per procurarsi danaro, fosse lecito rubare. E poi, il colmo dei colmi: proprio il giocatore che gioca abitualmente con le mani, si permette di dare lezioni di buone maniere, pretendendo di insegnare le regole del calcio agli altri. Ma in questo modo però non si può proprio giocare… E questo è ciò che accade sistematicamente in consiglio comunale».
Dipendenti comunali e social Attenzione delle minoranze anche alla circolare interna inviata dal direttore generale di Palazzo Spada ai dipendenti comunali sull’uso dei social. Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione a riguardo. «Il sindaco è il primo che non rispetta queste regole – ha commentato Elena Proietti Trotti -. Abbiamo assistito oltre che in consiglio, sulle sue pagine social, a un qualcosa di poco etico e che non dà l’esempio di quello che poi viene chiesto ad altri. Non mi sento rappresentata da chi urla e aggredisce». Sullo stesso argomento incalza anche Cinzia Fabrizi che aggiunge: «È complicato per noi delle minoranze affrontare temi in consiglio comunale».
Il monito Insomma Fratelli d’Italia e soci chiedono un cambio di passo e, in sostanza, di atteggiamento nei loro confronti soprattutto durante le sedute di consiglio comunale. Sponda anche ‘esterna’ alla massima assise cittadina: «Parliamo di rispetto per la città che in questi mesi è stato più volte calpestato – ha detto Michele Rossi -. Possiamo sorriderci in alcune situazioni ma non possiamo tollerare il non rispetto delle regole del gioco e il non rispetto dell’avversario, in democrazia è fondamentale. Il consiglio comunale deve essere un luogo aperto della città. È giusto che le forze politiche della città denuncino questo avanzare di anti-democraticità».
